ANNO 8 n° 352
''Liberalizzazioni causa del calo dei diritti e dell'occupazione''
L'Usb Viterbo attacca l’accordo complice dei sindacati confederali.
23/05/2018 - 15:47

Riceviamo e pubblichiamo dal Usb

VITERBO - Nel 2011 Cisl e Uil firmano un accordo separato con Confcommercio, stabilendo l'obbligatorietà delle domeniche lavorative senza il pagamento di alcun straordinario. Nel 2015, capitola la finta opposizione della Cgil e firma anch'essa il contratto nazionale, ancor prima dell'approvazione del Jobs act. Ad oggi, a fronte di un misero aumento salariale di 85 euro per tutto il rinnovo, i lavoratori del commercio hanno meno tutele e diritti. 

'Tre anni fa, l'Usb si oppose duramente a questo tipo di contratto -ha dichiarato il sindacato- in questo modo la contrattazione nazionale da strumento per affermare la forza collettiva dei lavoratori, anche coloro più esposti, e quindi ricattabili, viene degradata, dai sindacati confederali, a un mero strumento di difesa di loro stessi e delle loro posizioni. Con questo contratto, i lavoratori si sono visti di fatto ridurre i salari e il mancato pagamento della malattia, mentre è completamente scomparso lo straordinario. Il lavoro nel commercio non è più un lavoro dipendente, con diritti e tutele, ma un lavoro a chiamata, in cui l' azienda scarica tutti i rischi sul personale'. 

Gli aumenti di orario, l'imposizione del part-time spalmato su tutta la giornata, l'obbligatorietà delle domeniche e degli straordinari erano stati spacciati per l'amara pillola da accettare in cambio di più posti di lavoro. La realtà è ben diversa, è diminuita sia l'occupazione che la qualità del lavoro. Il lavoratore è inoltre più esposto ad infortuni e malattie professionali.

'Come l'Usb aveva denunciato -ha dichiarato il sindacato- gli acquisti non sono aumentati anzi, l'abbassamento dei salari e la minor stabilità hanno diminuito l'accesso del lavoratore ai beni di consumo. Allo stesso modo, anche l'occupazione non è aumentata, i piccoli esercenti sono stati strangolati e costretti alla chiusura, mentre la grande distribuzione non ha assunto, ma ha sfruttato maggiormente il personale presente. In tre anni, fra Viterbo e provincia, l'occupazione nel commercio ha visto un calo superiore all'11%, sopra la media nazionale, ma sono spuntati i negozi aperti fino a mezzanotte, 7 giorni su 7'. 

Nonostante la legislazione nazionale sulle liberalizzazioni, il comune può regolamentare le aperture anche nella grande e piccola distribuzione. L'Usb Viterbo, in vista delle scadenze elettorali, esorta i candidati sindaci ad impegnarsi pubblicamente in proposito. Le istituzioni devono essere in prima linea, al fianco dei lavoratori, contro lo sfruttamento e la mancanza di sicurezza.







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