

VITERBO – Viterbo potrebbe avere l’aeroporto ma potrebbe perder la Provincia e, con essa, anche l’Ufficio scolastico provinciale-ex Provveditorato agli studi. La scure sugli uffici periferici dell’amministrazione scolastica era già in odore di spending review, ma ora a darne tutti i crismi dell’ufficialità è stato Patroni Griffi, ministro della pubblica amministrazione e semplificazioni. Secondo il quale nelle prossime settimane, quando si metterà a punto la complessa e spinosa questione relativa al riordino delle Province, si parlerà anche di ridefinizione degli Ambiti territoriali scolastici.
Una notizia, quella del ministro Patroni Griffi, destinata, con tutta probabilità, a mettere benzina sul fuoco alle preoccupazioni e alle proteste dei lavoratori degli ex Provveditorati agli studi che a Viterbo, e in tutta Italia, cominciano a vedere con una qualche incertezza e apprensione il loro futuro lavorativo.
“Accorpamento e funzioni alle Province – ha detto il ministro - è l'argomento che prenderà la scena appena tornati dalle vacanze. Si tratta di un'occasione per ridisegnare la presenza pubblica sul territorio e riordinare la presenza dello Stato. Perché quando andremo a ridisegnare le province rivedremo anche questure, prefetture, uffici scolastici e via dicendo”.
E gli eventuali esuberi? Nessun licenziamento, rassicura Griffi, “ricorreremo ai prepensionamenti e alla mobilità”.
All’Ufficio scolastico provinciale di Viterbo lavorano trenta impiegati, almeno un terzo dei quali è rappresentato da docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute e utilizzati in altri compiti. I quali docenti, alla luce della prima fase della spending review già varata, avrebbero dovuto ricoprire i posti scoperti nelle scuole dei collaboratori amministrativi.
Il condizionale è dovuto al fatto che all’ultimo momento il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha bloccato tutte le operazioni per approfondire l’argomento. Domani dovrebbero essere diramate le conclusioni del ministero. La presumibile utilizzazione nelle segreterie scolastiche dei docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute, oltre a innescare problemi di natura legale, potrebbe ulteriormente sguarnire l’organico dell’Ufficio scolastico provinciale. Con l’indebolimento della pianta organica, il personale amministrativo residuo potrebbe infatti non essere più in grado di espletare tutte le operazioni e le procedure che dall’inizio alla fine di ogni anno scolastico lo vedono impegnato.
E ciò, più che preoccupare il governo, preoccupa molto di più i lavoratori, consapevoli che una tale scelta significhi soltanto, appunto, ciò che ha detto il ministro: ridisegnare gli uffici scolastici in relazione al riordino delle province.
E se Viterbo dovesse rientrare nell’area metropolitana di Roma, ipotesi per ora più accreditata, l’attuale Ufficio scolastico provinciale resterebbe tra quegli enti territoriali che si salverebbero o sarebbe fagocitato dall’Ufficio scolastico regionale capitolino? Una domanda non di poco conto, specialmente se a porsela sono i lavoratori viterbesi.