ANNO 9 n° 264
Lega, mal di pancia tra la base
Leonardo Di Antonio: ''Decisioni calate dall'alto come la questione delle ronde''
06/09/2019 - 00:20

 

di Monica Di Lecce

VITERBO – ''Quella lettera non è anonima, sono io l’autore e sottoscrivo tutto quello che è in essa contenuto''. Leonardo Di Antonio è il leghista della prima ora – così si definisce nella missiva – che nei giorni scorsi con una dura nota ha attaccato i dirigenti locali del partito.

''Non mi sono nascosto – dice – Insieme a un gruppo di altri militanti ci siamo sentiti di denunciare una sistema che non condividiamo. Abbiamo scritto la lettera che abbiamo condiviso nei nostri profili social''.

Una missiva in cui denunciano il fatto che nell'ultimo periodo a livello locale ''la base militante è stata lasciata completamente sola e ignorata dai vertici locali''. ''Non è una presa di posizione contro qualcuno – tiene a sottolineare Leonardo Di Antonio – ma contro un sistema''. Un sistema – secondo Di Antonio – che esclude la base dalle decisioni. ''Non c’è dialettica politica. Non c’è una partecipazione nelle scelte, una condivisione nell’assegnazione degli incarichi che vengono dati sempre ai soliti a prescindere dai 'meriti' o dalle competenze, non ci sono proposte su cui discutere'' dice Di Antonio.

Una situazione frutto – secondo il militante – di una classe dirigente cresciuta troppo in fretta sull’onda lunga dell’escalation di Salvini, e ''ancora impreparata''. Sta di fatto che più di qualcuno, stando a quanto riferisce Di Antonio, si è allontanato dalla Lega.

Le prime frizioni sarebbero cominciate dopo le elezioni comunali ed europee.  ''Finché c’è un appuntamento elettorale – afferma Di Antonio – è facile tenere unite le persone. Anche io e mia moglie ci siamo spesi tantissimo in prima persona''. Venuto meno l’elemento catalizzatore è cominciata a uscire la ruggine. A far traboccare il malcontento dal vaso sarebbe stata, in un certo senso, la questione delle ronde a Viterbo. ''Come si fa ad affrontare una questione così complessa come quella della sicurezza in maniera così semplicistica? – domanda Leonardo Di Antonio – Pensavo, vista anche la mia esperienza professionale, di poter dire la mia opinione. Così non è stato''.

Dal mal di pancia alla lettera il passo è stato breve. Una lettera che ha avuto l’effetto di un sasso gettato nello stagno per vedere un po’ l’effetto che fa. ''Se avessi voluto portare la questione a livelli più alti, avrei indirizzato la lettera a tutti i parlamentari della Lega – continua Leonardo Di Antonio – ho voluto vedere invece in quanti si ritrovavano in quello che ho scritto e in tanti mi hanno contattato. La speranza è che si superi questa situazione e che la classe dirigente possa tornare a dialogare con la base''.






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