ANNO 9 n° 295
''Lavoro e agricoltura, nel viterbese un ritorno all'Ottocento''
10/10/2019 - 17:15

Riceviamo e pubblichiamo

VITERBO - Apprendiamo dai PM delle diverse indagini in corso, nella Provincia di Viterbo, in merito allo sfruttamento dei lavoratori dell'agricoltura. Le notizie sono a dir poco allarmanti. Certo non ci voleva molto per capire quello che, nel mondo del lavoro agricolo, è sotto gli occhi di tutti: nel nostro territorio la situazione è drammatica, e in questo caso ci si trova dinanzi a condizioni al limite della schiavitù. Un vero balzo all'indietro di secoli. Paga oraria da un euro e mezzo, compensi mai saldati, alloggi fatiscenti – il tutto equamente distribuito per l'intero territorio della provincia, visto che i padroni (termine per noi sempre valido, e ora più che mai, con questi infami sfruttatori) si trovano ad Acquapendente, Gallese, o Viterbo. Oltre a dare la nostra massima solidarietà alle vittime, chiediamo che i comuni coinvolti si costituiscano parte civile nei processi e invitiamo i sindacati a una forte mobilitazione, visto che del tema non parla quasi mai nessuno (tolto l'USB). Infine, sollecitiamo le istituzioni a fare la loro parte, evitando di sminuire il problema, o di agire in modo blando, a scoppio ritardato. Un territorio come il nostro, che dovrebbe puntare alla qualità sia dei prodotti che della filiera produttiva agricola, non può e non deve accettare una situazione simile.

Roberta Leoni

Partito della Rifondazione Comunista (Sinistra Europea)

Segreteria Provinciale di Viterbo






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