ANNO 9 n° 315
L'Arci in piazza contro lo sfruttamento e la tratta
Appuntamento sabato prossimo in piazza dei caduti
15/10/2019 - 10:58

VITERBO - Venerdì prossima a partire dalla 17 in piazza dei Caduti si svolgerà la giornata contro la tratta e lo sfruttamento sessuale e lavorativo. 

A darne notizia è il comitato provinciale Arci.

La Tratta è uno dei crimini transnazionali più seri al mondo e una grave violazione dei diritti umani che si traduce nella mercificazione dell'individuo e nella sopraffazione della sua dignità; coinvolge persone di varie nazionalità, assoggettate a diverse tipologie di sfruttamento (sessuale, lavorativo, accattonaggio, economie illegali). Sono quasi un milione le sospette vittime di tratta e/o di grave sfruttamento in Europa. Numeri importanti che allertano per dimensione e diffusione e che rappresentano un enorme business per le reti criminali transnazionali.

Più di 6mila sono le persone che ogni anno in Italia vengono ascoltate da uno dei 21 Progetti Anti-tratta italiani, di queste oltre 1.000 entrano in un programma di assistenza e protezione come vittime di gravi reati. Lo sfruttamento nell'ambito sessuale, lo sfruttamento lavorativo, l'accattonaggio forzato e le economie illegali forzate (spaccio e furti) sono fenomeni di grande portata il cui contrasto risulta difficile e complesso.

Solo in agricoltura si contano circa 430.000 persone sottoposte a condizioni di sfruttamento lavorativo, di queste circa 100.000 sono in condizioni di grave sfruttamento e in molti casi di vera e propria schiavitù; ma anche in altri settori come l'edilizia, la pesca, la zootecnia, il commercio e l'assistenza alla persona si contano centinaia di migliaia di persone costrette a lavorare in nero e senza tutte le tutele previste dai contratti di lavoro nazionali.

La tratta e lo sfruttamento non sono fenomeni circoscritti ad alcune zone dell'Italia meridionale ma riguardano, in forme diverse, tutto il paese e parte dell'Europa. Nel Lazio si stimano più di 28.000 braccianti in condizioni di sfruttamento, di questi circa un quarto sono nella provincia di Viterbo; anche il viterbese dunque, e non solo nel settore agricolo, è investito da questo fenomeno contro il quale è necessario l'impegno delle Istituzioni e delle reti della società civile.

L'approvazione della legge 199 del 2016 e quella della Regione Lazio contro il caporalato e lo sfruttamento hanno iniziato a costruire un argine a questo fenomeno ma rimangono delle vaste aree di violazioni che vanno dall'evasione contributiva al mancato rispetto delle paghe orarie e dei tempi di lavoro, fino a fenomeni gravi di doping per sopportare la fatica e l'uso di veleni chimici illegali.

La rete sindacale e della società civile organizzata è presente in tutta la regione, ma un fenomeno così grave e pervasivo richiede un forte coordinamento e un impegno di tutte le istituzioni con poteri di prevenzione, controllo e repressione.

Un tema così drammatico non deve passare inosservato, è una questione che riguarda tutti, bisogna dare speranza ai sogni di donne, uomini e minori affinché non restino per sempre ingabbiati nelle reti dello sfruttamento.







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