ANNO 9 n° 78
La prostatite: l’infiammazione della ghiandola prostatica
A cura del Dott.re Andrea Militello
Serena
17/11/2016 - 16:47
di Serena D'Ascanio

a cura di Dr. Andrea Militello - Andrologo e Urologo Viterbo 

Viterbo - Per prostatite si intende l’infiammazione della ghiandola prostatica, un organo simile ad una castagna situato al di sotto della vescica maschile. Il suo principale compito è quello di produrre il liquido prostatico, dotato di azione antibatterica e utile per aumentare la resistenza e la motilità degli spermatozoi negli ambienti acidi della vagina.

L’infiammazione della ghiandola prostatica, la prostatite, può presentarsi o in forma acuta o in forma cronica. In entrambi i casi, le infiammazioni della prostata sono di origine batterica; ci sono dei casi di prostatite abatterica o idiopatica, cioè un processo infiammatorio ad eziologia sconosciuta, con assenza di batteri.

Fattori di rischio, prevenzione e trattamento

I fattori patologici e non, che possono portare ad uno sviluppo di prostatite, sono differenti: il diabete, le emorroidi, il coito interrotto, microtraumi, l’astinenza sessuale e alcune malattie sessualmente trasmissibili. Prevenire questa patologia è possibile grazie ad un attività fisica e sessuale regolare e quindi uno stile di vita sano anche dal punto di vista alimentare; è importante anche evitare tutte quelle attività che possono portare a traumi perineali.

Il trattamento ideale per curare una prostatite è attraverso la somministrazione di antibiotici fluorochinolonici. Prostatiti non batteriche e la prostatodinia rispondono bene ad un trattamento di farmaci antinfiammatori; consultare un esperto è sempre necessario prima di proseguire con una cura antibiotica.

La diagnosi

La diagnosi di prostatite cronica richiede invece un approfondimento diagnostico per consentire la scelta del trattamento più adeguato.

Vengono generalmente eseguiti esami microscopici e colturali della secrezione prostatica, del liquido seminale e delle urine. Questi esami hanno lo scopo di identificare la presenza di batteri e di altri microrganismi che possono essere responsabili dell'infezione.

L'esecuzione dell'antibiogramma consente di scegliere l'antibiotico più efficace contro ciascuno dei germi identificati.Le indagini possono essere completate con I'esecuzione di un esame ecografico transrettale dell'apparato urinario e della prostata per valutare l'eventuale presenza di altre patologie che possono comportare disturbi simili a quelli della prostratite o che possono favorire l’insorgenza dell’infezione prostratica.

Attenzione: la raccolta delle urine, della secrezione, prostatica e del liquido seminale deve essere fatta usando gli appositi recipienti sterili.

L'infezione della prostata

La ghiandola prostatica è suscettibile di infezioni come altri organi del nostro corpo.Le infezioni come alri organi del nostro corpo.Le infezioni prostatiche( prostatiti) sono molto rare nel bambino e nell’adolescente mentre sono relativamente frequenti nel giovane e nell’adulto. Nell’anziano possono associarsi alla presenza di ipertrofia prostatica.

Le possibili vie dell'infezione

Il contagio sessuale. I microrganismi causa dell’infezione, spesso a seguito di un contagio sessuale, possono risalire l’uretra, penetrare negli sbocchi delle ghiandole prostatiche e raggiungere la prostata( via ascendente).In questo caso è frequentemente associata un infezione dell’uretra.

Il reflusso di urina. In altri casi la prostatite può essere causata da reflusso di urina infetta negli sbocchi delle ghiandole prostatiche, provocato da concomitanti alterazioni patologiche dell’uretra o della prostata. La diffusione dal retto.

L’infezione può raggiungere la prostata per diffusione diretta o linfatica dall’ultimo tratto dell’intestino (retto), che è immediatamente adiacente alla prostata.La stitichezza ostinata o le infezioni sono i fattori predisponesti per questa modalità di trasmissione dell’infezione. La via ematica. Più raramente l’infezione può propagarsi direttamente alla prostata a partire dal circolo sanguigno, come conseguenza di un infezione acuta in un’altra sede corporea( infezioni respiratorie,ascessi dentari, ecc.).

Le prostatiti possono essere causate da batteri o da altri microrganismi o essere abatteriche. Le persone con malattie croniche (diabete) o debilitanti sono più esposte alle infezioni prostatiche, come d’altra parte ad ogni altro tipo d’infezione. La prostatite abatterica (Prostatosi) .

In alcuni casi non è possibile dimostrare la presenza di batteri o di altri microrganismi infettivi.Quest'ultima condizione patologica viene definita prostatiche abatterica o prostatosi.In questi casi si può sospettare la presenza di un'infezione causata da una quantità molto bassa di microrganismi (bassa carica batterica), quindi difficilmente identificabile coi comuni mezzidiagnostici. In altri casi l’origine di questi disturbi può essere ricercata in cause non infettive che comportano una congestione acuta della prostata (accumulo di secrezione e ristagno di sangue) dovuta a prolungata astinenza sessuale o prolungata eccitazione sessuale senza sfogo, alla pratica del coito interrotto, a ripetuti microtraumi in regione plvica (bicicletta), a grave stitichezza o emorroidi.

Farmaci impiegati

Il trattamento della prostatite acuta è basato sull'impiego tempestivo degli antibiotici. Trovano comune impiego in In questi casi antibiotici ad ampio spettro, cioè attivi su diverse specie batteriche. Il trattamento deve avere una durata di almeno 10-14 giorni. Superata la fase acuta è consigliabile eseguire gli esami microscopici e colturali della secrezione prostatica che servono come guida per la prosecuzione della terapia. In seguito lo specialista valuterà l’opportunità di proseguire la terapia antibiotica per altri 15-21 giorni.In ogni caso è indispendabile seguire con il massimo scrupolo la prescrizione dei medico, sia per le dosi sia per i tempi di trattamento, anche se i disturbi della prostatite sono scomparsi.Nella fase acuta può essere inoltre necessaria la somministrazione di farmaci antinfiammatori per ridurre la sintomatologia dolorosa.E’ consigliabile il riposo assoluto a letto, una dieta leggera e l’assunzione di abbondanti quantità di liquidi. Il trattamento della prostatite cronica è più impegnativo.

E' importante riuscire ad identificare l'agente dell'infezione per poter selezionare Le l'antibiotico più efficace (terapia mirata) .Ovviamente anche in questo caso è indispensabile seguire con il massimo scrupolo la prescrizione dei medico. Trattamenti troppo brevi anche a dosaggi pieni possono favorire le ricadute Nei casi in cui non è possibile identificare alcun agente infettivo, si ricorre ad una serie di provvedimenti intesi a ridurre i disturbi e a rimuovere i possibili fattori predisponenti. Nei periodi in cui la sintomatologia è più acuta può essere consigliata l'assunzione di farmaci antinfiammatori per brevi periodi anche topici. In alcuni casi può essere consigliato l'impiego di farmaci che favoriscono lo svuotamento della vescica. l semicupi o i bagni caldi sono spesso assai efficaci nel dare sollievo alla sintomatologia.

 

Dr. Andrea Militello

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