ANNO 8 n° 109
''La pena carceraria va sempre ridotta''
Angiolo Marroni presenta in tribunale il suo libro sul sistema carcerario
14/04/2018 - 06:42

VITERBO - ''Passami a prendere. In carcere oggi'' è un punto di vista serio ed imparziale sul sistema carcerario nel nostro Paese, narrato attraverso l'esperienza personale di Angiolo Marroni, volontario in carcere dal 1985 e poi Garante dei diritti dei Detenuti dal 2003 al 2015.

Presentato nell'aula di di Corte d'Assise del Tribunale di Viterbo dall'avvocato Sabina Cantarella, il libro porta a galla i racconti di vita di alcuni detenuti e apre interrogativi importanti sullo stato del sistema carcerario.

''Angiolo ha fatto una profonda analisi di tutte le persone che si trovano in carcere: i malati, gli stranieri, persone con poca cultura, persone del sud che parlano un dialetto stretto - ha detto introducendo la presentazione del libro l'avvocato Cantarella - Il carcere è un'osservatorio di tutta l'umanità, perciò è necessario ripensare questa istituzione per creare dei pilastri che possano aiutare il detenuto ad avere un ritorno nella vita di tutti giorni''.

La parola è poi passata all'autore del libro. ''Il mondo del carcere è un pianeta misterioso - ha esordito Marroni - e parla sopratutto del tema ''Noi in carcere'' quasi come sei il mondo fuori fosse escluso da tutto. Essendo io un comunista, ho sempre pensato che sia necessario stare vicino agli ultimi e quello dei carcerati è il mondo degli ultimi. Ho frequentato tanti detenuti in questi anni, anche quelli di alta sicurezza, e in questo libro ho cercato di raccontare qualcuna delle esperienze che ho vissuto''.

Angiolo Marroni si scaglia poi contro il carcere duro, ovvero il cosiddeto 41bis. ''La pena, per la costituzione, deve punire e reinserire - ha sostenuto l'avvocato napoletano -  Il 41 bis è, a mio avviso una pena disumana. Chi ha commesso quei reati ha fatto cose disumane, ma la Stato non si deve vendicare. Chi vive quella situazione da 50 anni, come Cutolo, si trova in una condizione indicibile''.

''Il sistema carcerario continua ad avere un grandissimo bisogno di riforme e credo che bisognerebbe partire dall'abolizione del 41bis e dell'ergastolo - ha affermato in concluso Marroni - Una cosa poi va sottolineata: le persona che ha finito di scontare la sua pena è come noi: va cancellata la stigmatizzazione nei confronti di chi ha pagato il suo debito con la società. Si possono imporre ad un individuo una serie di pene, ma quella carceraria va sempre ridotta''.

La pena, per la costituzione, deve punire e reinserire. Il 41 bis è, a mio avviso una pena disumana. Chi ha commesso quei reati ha fatto cose disumane, ma la Stato non si deve vendicare. Chi vive in quelle condizioni da 50 anni, come Cutolo, si trova in una condizione indicibile. La pena, per la costituzione, deve punire e reinserire. Il 41 bis è, a mio avviso una pena disumana. Chi ha commesso quei reati ha fatto cose disumane, ma la Stato non si deve vendicare. Chi vive in quelle condizioni da 50 anni, come Cutolo, si trova in una condizione indicibile.

 






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