ANNO 7 n° 322
La ''nota stonata'' del Comune di Fabrica
La banda ''Raffaele Poleggi'' risponde al primo cittadino Mario Scarnati
17/08/2017 - 11:47

FABRICA DI ROMA -  Banda musicale ''Raffaele Poleggi'' vs Comune di Fabrica di Roma, capitolo secondo. Dopo l'annuncio di Mario Scarnati, primo cittadino fabrichese, dello stop ai finanziamenti pubblici per lo storico gruppo bandistico (Clicca QUI per leggere la notizia), ecco che arriva la replica dei diritti interessati, senza più una lira dal Comune e sfrattati dalla loro sede ma mai domi.

''La banda di Fabrica di Roma - scrive Sebastiano Tomarchio, presidente dall'associazione - nasce nel 1873 ad opera del Maestro Raffaele Poleggi - scrivono dall'associazione -, di cui noi ci pregiamo di essere intitolati. Fin dalle origini la banda ha ricevuto, dal Comune di Fabrica di Roma, un sostegno economico per il proprio sostentamento e crescita, essendo parte integrante del paese ed operando su tale territorio con formazione di nuovi musicanti e manifestazioni varie. A memoria d’uomo la sua sede è sempre stata in Vicolo dell’Ariola n. 20 ed anche l’attuale corpo bandistico era fiero di tale 'storica' sede, pur non essendo essa più proporzionata all’organico di 34 bandisti. Gli anni passano e la storia della banda si evolve!''.

''Nel 2002 - racconta -, con l’entrata in vigore dell’euro, il sindaco Mario Scarnati ed il Consiglio Comunale, con la deliberazione numero 4 del 15 febbraio 2002, hanno approvato all’unanimità il rinnovo della convenzione fra le parti, che prevede un contributo annuale di 8.986,35 euro a fronte di 13 servizi musicali ben specificati. Come si può leggere sul verbale di deliberazione, il sindaco Scarnati dichiarava che i 13 servizi musicali previsti garantivano il rispetto degli equilibri della convenzione''.

''La convenzione - continua il presidente - si rinnova tacitamente annualmente ed anche oggi l’associazione percepisce (anzi ha percepito fino a giugno) un contributo mensile di 748, 86 euro che per 12 mesi fa 8.986,32, contributo erogato per la sussistenza dell’associazione stessa, la quale provvede autonomamente al pagamento del maestro, al pagamento della Siae, all’acquisto delle partiture, alla riparazione ed acquisto di strumenti (soprattutto per gli allievi principianti), all’acquisto del materiale di consumo, alla pulizia della sede (compreso rifacimento del bagno), all’acquisto di nuove divise ecc...''.

''Nessun compenso - sottolinea - viene erogato ai musicanti. I bilanci sono consultabili sulla nostra pagina ufficiale Facebook e sul sito internet. Pur aggiungendo il contributo di 5.265,83 euro erogato direttamente ai tre maestri della Scuola Musicale ad indirizzo Bandistico Alfio Poleggi, otteniamo un totale di 14.252,15 euro. Tale cifra, anche se incrementata con le utenze, è lontana dai 18.000 euro menzionati nel manifesto con cui 'il sindaco informa' la cittadinanza''.

''Queste le cifre dell’anno 2016. Per l’anno 2017 invece - precisa Tomarchio - i contributi per i servizi sono stati erogati solamente fino al mese di  giugno (e non il 12 agosto) ed il contributo ai Maestri della scuola di musica è stato versato solo per metà mentre la scuola è stata garantita dagli stessi Maestri per tutto l'anno scolastico! Ma il sindaco parla degli ultimi 12 mesi quindi luglio 2016 – giugno 2017, ed afferma di aver ricevuto un solo servizio… Smentiamo anche questa bugia!''.

''Negli ultimi 12 mesi la banda - afferma il presidente - ha onorato i 13 servizi previsti: 3 servizi festività patronali (20/9 processione, 21/9 concerto, 25/9 inaugurazione roseto),  9/10 Madonna della Vittoria, 6/11 ricorrenza IV novembre, Natale, 14/4 processione venerdì Santo, Pasqua, 25 aprile e 2 giugno (solo trombettista come richiesto dal comune), 2/6 concerto estivo, 18/6 processione Corpus Domini, 22/6 SS. Gratiliano e Felicissima''.

''E’ doveroso, inoltre, - dice Sebastiano Tomarchio - fare chiarezza sull’episodio dell’inaugurazione del roseto alla 'Madonnella': la banda, dopo aver accompagnato il corteo suonando, arrivata alla 'Madonna delle Fornaci', si è schierata pronta a suonare l'inno Nazionale. Ma l’organizzazione ha preferito utilizzare una registrazione dell’inno di Mameli, mortificando tutti i componenti della banda che non hanno avuto la possibilità di intonarlo come già fatto in centinaia di occasioni!

Ma arriviamo ai giorni nostri: nonostante tutti i servizi da noi onorati, il sindaco il 5 luglio invia una formale disdetta della convenzione del 2002 alla quale, nello stesso giorno, segue una nostra richiesta circa le motivazioni. A sua volta il sindaco, il giorno dopo, risponde non motivando tale disdetta ma comunicando lo sfratto dalla storica sede e dall’archivio intitolato ad un nostro collega musicante scomparso prematuramente''.

''Tanto dovevamo alla cittadinanza per smentire le più grandi delle bugie pubblicate, i documenti sono consultabili, tutto il resto - incalza il presidente - sono illazioni e chiacchiere! Come cittadini e come banda di Fabrica di Roma, ringraziamo il sindaco per l’interesse che ultimamente pone verso l’utilizzo del denaro pubblico e ci auguriamo che la stessa oculatezza la riservi anche a tutte le altre associazioni che operano sul territorio, nonché ai vari comitati. Negli anni abbiamo sempre suonato per la nostra comunità con amore e passione e ci auguriamo di poterlo fare anche in futuro, portando avanti orgogliosamente la grande e centenaria tradizione bandistica del nostro paese''.

''Ringraziamo - conclude la nota dell'associazione Raffaele Poleggi - i cittadini per l’affetto e la solidarietà che ci stanno dimostrando''.





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