ANNO 7 n° 204
''La ferrovia turistica
può salvare l'economia
e la bellezza della Tuscia''
Il Comitato per la riapertura
16/03/2017 - 11:22

ORTE - Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato per la riapertura della ferrovia turistica Civitavecchia Capranica Sutri Orte e per lo sviluppo economico della Tuscia:

La ferrovia Civitavecchia Capranica Orte fu progettata e realizzata per agevolare il trasporto di materie prime e prodotti finiti delle acciaierie di Terni. La sua costruzione non fu uno sbaglio o una fantasia. Poi, con l'avvento della guerra, la scarsità di risorse tecnologiche e infine con la scelta del trasporto su gomma, rivelatasi disastrosa per l'ambiente, la sua destinazione essenzialmente industriale perse le basi ispiratrici.

Fece poi il resto la politica degenerata, che trova giustificazione nel dibattimento e nel clientelismo, piuttosto che nella concretezza dei risultati. Una frana di misere dimensioni fu presa a pretesto per disattivare il tratto da Civitavecchia a CapranicaSutri, nel 1961. Nel 1995 fu invece fermato l'esercizio del tratto da CapranicaSutri a Orte, poco dopo aver posto nuovi binari alla tratta.

Da quel momento l'immobilismo e finanziamenti parzialmente attivati, addirittura dalla Comunità Europea nel 2009, ma poi non sostenuti dalla dovuta perseveranza della politica. Come risultato abbiamo oggi un tracciato che da Civitavecchia a CapranicaSutri non presenta più il binario, ma invece gallerie e ponti ristrutturati, il sedime in gran parte pronto a ricevere nuovamente rotaie e dispositivi di alimentazione e controllo del traffico. Da CapranicaSutri a Orte invece i binari sono presenti, coperti di vegetazione lasciata crescere nell'incuria generale.

Le stazioni, come è naturale dopo decenni di abbandono, non possono essere più considerate tali. Possono però essere date in comodato d'uso e ristrutturate, magari nel rispetto del loro valore architettonico, per costituire nuovamente riferimenti vivi di un turismo sostenibile, con treni turistici, in bicicletta, a piedi e a cavallo, in una simbiosi che è possibile realizzare, basta volerlo e non aspettare che il sistema turistico del desiderato Parco ecologico scenda dal cielo. Siamo noi a doverlo creare.

Il tracciato e la ferrovia ci sono, ma è opportuno non sprecare investimenti del passato, sostenendo la scelta di un trasporto ferroviario turistico, amato dalle popolazioni locali, dagli esercenti e dai turisti, basta chiedere in giro.

Il Parco Naturale del Mignone e la via Farnesiana sono una bellissima idea, da promuovere e che sosteniamo chiedendone la realizzazione: ci sono innumerevoli strade campestri e sentieri che, opportunamente segnalati, farebbero la gioia di viandanti, ciclisti e cavalieri. E quando questi saranno stanchi, potranno rifocillarsi presso le stazioni redivive, potranno acquistare prodotti locali, soggiornare presso le numerose aziende agricole e magari tornare a casa soddisfatti, prendendo il trenino turistico.

Per incrementare il turismo senza portare altre automobili e asfalto, bisogna fornire delle alternative per il trasporto; quello ferroviario è l'ideale per questo scopo. E infatti la Civitavecchia CapranicaSutri Orte è inserita nel disegno di legge 2670 sulle ferrovie turistiche, in corso di approvazione al Senato, dopo la promozione a pieni voti alla Camera (24 gennaio 2017).

Quello che ci vuole è un tessuto di infrastrutture, di ricettività e di accessi che si integrino alla perfezione con la natura circostante. Qualcuno ha suggerito di riutilizzare vecchi trenini, costruiti negli anni '30 e revisionati: un'ottima idea.

Per creare veramente turismo ambientale e culturale nella Valle del Mignone occorre la riapertura della ferrovia Civitavecchia CapranicaSutri Orte, che può divenire volano dello sviluppo economico per la valle del Mignone, la provincia di Viterbo e il Centro Italia.

Comitato per la riapertura della ferrovia Civitavecchia Capranica Sutri Orte e per lo sviluppo economico della Tuscia







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