ANNO 10 n° 19
La città del Tetraedro, a Viterbo decima edizione del festival
Tre giorni di teatro, musica, danza e non solo
04/12/2019 - 15:35

VITERBO - Dal 6 all'8 dicembre 2019 a Viterbo la decima edizione di ''La Città del Tetraedro'', il festival itinerante di teatro, musica e danza organizzato dalla compagnia Tetraedro. Il tema di quest'anno è ''Lo scambio e l'io come fonte di conoscenza''. In programma la grande parata finale di artisti che attraverserà il centro storico, i tradizionali spettacoli per bambini presso la Sala Tetraedro in Via Zazzera 23/25, e quindi reading, spettacoli teatrali, concerti, presentazioni di libri, artisti di strada.

Inoltre il festival ospiterà anche la residenza artistica, presso il Casale Ponte Sodo (Strada Ponte Sodo 14), di un gruppo di studenti della Scuola di Alta Formazione ''Alice Salomon'' di Berlino: gli studenti berlinesi contribuiranno al festival con uno studio performativo che si svolgerà durante la parata di chiusura del festival. Un cartellone ricco di eventi reso possibile grazie al supporto dei locali del centro storico e del Comune di Viterbo

''La Città del Tetraedro'' avrà un'anteprima giovedì 5 dicembre alle ore 16.30 al Casale Ponte Sodo con la presentazione ''Un Tetraedro per conoscersi'', a cura di F. Heera Carola e Ylenia Di Luigi. Uno scambio culturale tra la compagnia viterbese e il suddetto istituto berlinese, in nome dell'educazione alla teatralità, attraverso l'esperienza diretta della compagnia Tetraedro nei suoi 14 anni di attività vissuti tra spettacoli e laboratori in stretto contatto con il tessuto sociale e urbano.

''L'educazione - spiegano i responsabili - rivela una molteplicità di finalità e scopi per contribuire al benessere psico-fisico e sociale della persona; in particolare vuole aiutare ciascuno a realizzarsi come individuo e come soggetto sociale; vuole dare la possibilità ad ognuno di esprimere la propria specificità e diversità, in quanto portatore di un messaggio da comunicare mediante il corpo e la voce; vuole stimolare le capacità; vuole accompagnare verso una maggiore consapevolezza delle proprie relazioni interpersonali; vuole concedere spazio al processo di attribuzione dei significati, poiché accanto al fare non trascura la riflessione, che permette di acquisire coscienza di ciò che è stato compiuto''.







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