ANNO 9 n° 235
Lì in via Tagete, dove anziani e disabili vivono tra sporcizia, erbacce e degrado
Nelle case di emergenza del Comune sospeso anche il servizio di pulizia delle scale
08/06/2019 - 06:38

VITERBO - (S.L.) Cornicioni che si staccano e rischiano di cadere in testa alle persone, infiltrazioni d’acqua, umidità, erbacce, sporcizia e l’ascensore rotto. La vita per gli inquilini del condominio in via Tagete, a Santa Barbara è un inferno. E non è un modo di dire.

Stiamo parlando delle case di emergenza del Comune, all’angolo con via degli Etruschi: 20 alloggi la cui assegnazione doveva essere solo temporanea, ma dove in realtà c’è chi è costretto a vivere da più di venti anni. Un limbo infinito in attesa che da qualche parte, prima o poi, si liberi una casa popolare. Una sistemazione definitiva.

La situazione per molti residenti è diventata insostenibile: ci sono disabili che a causa dell’ascensore rotto non possono neanche uscire di casa; le erbacce impediscono di percorrere i marciapiedi e rendono invivibile il giardinetto interno; l'umidità ha trasformato lo scantinato in ambienti malsani; qualcuno addirittura conserva in casa come fossero reliquie i pezzi di cemento che si staccano dai balconi (''a me – racconta un uomo mostrando il blocco - è finito su una spalla, pochi centimetri e sarebbe andata peggio'') e poi le infiltrazioni d'acqua negli appartamenti.

Un contesto dove inevitabilmente si accumulano rabbia, stress e tensione che potrebbero anche esplodere.

L’ultima tegola si è abbattuta alcuni giorni fa, quando si è interrotto il servizio di pulizia delle scale. Pare non ci fossero più i soldi. La paura, ora, è di essere abbandonati nella sporcizia. ''Chiediamo solo – spiegano gli abitanti di via Tagete - che il Comune trovi una soluzione, visto che si tratta di un immobile di sua proprietà. Non si possono lasciare 20 famiglie, con anziani e disabili, in queste condizioni igieniche''.

Il servizio di pulizia delle scale era partito due anni fa, dopo l’ennesima battaglia a suon di lettere e segnalazioni agli uffici del Patrimonio. La speranza è che stavolta il problema si risolva nel minor tempo possibile.






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