ANNO 9 n° 321
Killer di Camorra nascosti a Ponte di Cetti, ''affittarono il casolare nel 2014''
Nominato ieri il traduttore dal napoletano per le intercettazioni telefoniche
07/11/2019 - 01:42

VITERBO - (b.b.) Giovanissimi killer di Camorra ospitati e nascosti all’interno di un casolare a Ponte di Cetti, ascoltata ieri la prima testimone.

Si tratta della titolare dell’agenzia immobiliare che a settembre del 2014 stipulò un contratto di affitto con Giulio Di Martino e Pasquale Gianniello, ora alla sbarra assieme allo zio Domenico con l’accusa di favoreggiamento aggravato ad un’associazione di stampo mafioso.

Secondo la Procura viterbese i tre fiorai ambulanti avrebbe offerto nascondiglio e protezione ai due 24enne napoletani Giovanni Tabasco e Gaetano Formicola, ricercati per l’omicidio del 18enne Vincenzo Amendola, freddato a colpi di pistola.

''Hanno stipulato il contratto il 22 settembre del 2014, dalla durata di un anno. Poi prima che scadesse lo hanno prolungato di altri dodici mesi. Pagavano in contanti'' ha spiegato l’agente.

Finiti in manette a seguito di un blitz della polizia all’alba del 22 marzo 2016, secondo l’accusa avrebbe favorito la latitanza dei due killer di Camorra, accusati di omicidio.

Prove chiave del processo per favoreggiamento a loro carico, le numerose intercettazioni telefoniche e ambientali finite nel faldone dei giudici e della magistratura. Ma il dialetto parlato dai tre imputati sarebbe troppo stretto per essere comprese dal perito del tribunale e così, ieri mattina, ne è stato nominato un secondo che possa letteralmente tradurre in italiano le espressioni più complesse del dialetto campano.

Avrà a disposizione un mese di tempo per il deposito e poi dovrà tornare in aula a inizio anno: la prossima udienza è stata fissata per l’8 gennaio.







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