ANNO 7 n° 324
Jacopo Polidori si appella al Riesame
La difesa vuole smontare le accuse, la procura chiedere l'incidente probatorio
18/03/2017 - 10:40

VIGNANELLO – Dimostrare che Jacopo Polidori è estraneo alle accuse della procura. È questo l’obiettivo dei legali difensori del responsabile di CasaPound Cimini. Ora si va verso il Riesame.

Il militante, originario di Viterbo ma residente a Vallerano, sarebbe il mandante delle ''spedizione punitiva'', così come l’ha definita il procuratore Paolo Auriemma, nei confronti del 24enne Paolo consumatasi la notte tra l’11 e il 12 febbraio in un centro commerciale di Vignanello. Un gruppo di ragazzi, circa 15 e tutti di CasaPound, avrebbero accerchiato la vittima, che in un primo momento avrebbe cercato di scappare, ma sarebbe stata raggiunta da tre aggressori che lo avrebbero menato con violenza. Polidori, in particolare, avrebbe preso a cinghiate Paolo percuotendolo ripetutamente quando già era riverso a terra sanguinante a causa di un pugno che gli ha rotto il setto nasale (per una prognosi totale di 30 giorni). Tutto perché il 24enne Paolo aveva condiviso sul suo profilo Facebook un post canzonatorio su CasaPound.

I legali di Jacopo Polidori impugneranno l’ordinanza del gip Savina Poli che ha costretto ai domiciliari, con l’accusa di lesioni aggravate e minacce, il responsabile di CasaPound. Dal canto suo, l’accusa potrebbe chiedere invece alla procura l’incidente probatorio così da fissare, in via definitiva, la versione di Paolo.

Ieri pomeriggio durante l’interrogatorio lampo davanti al gip e al sostituto procuratore Stefano D’Arma, Jacopo Polidori si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma i suoi legali hanno chiesto per lui l’opportunità di recarsi al lavoro anche se ai domiciliari.

All’arresto di Polidori, recluso in casa dallo scorso mercoledì, i carabinieri hanno anche fermato altri due militanti maggiorenni, indagati a piede libero: Alessandro Procaccioli e Luca Santini. Entrambi, come il loro responsabile, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere quando sono stati ascoltati in procura lo scorso 15 marzo.






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