ANNO 9 n° 323
Italiani vs romeni: ''Qui comandiamo noi''
L'episodio scaturito per motivi di supremazia tra italiani e stranieri
02/01/2014 - 02:01

VITERBO - “Qui comandiamo noi”. “E invece no, siamo noi ad avere il controllo”. Sarebbero più o meno questi i toni della furibonda lite finita a coltellate avvenuta nella tarda mattinata di ieri nel penitenziario viterbese. 

Undici i detenuti coinvolti, due le fazioni contrapposte. Una composta da italiani, la seconda da romeni. Gli accertamenti sono in corso ma, stando alle prime ricostruzioni, pare che il motivo della maxi rissa sia riconducibile a questioni di supremazia. Di “potere” all'interno del carcere di Mammagialla. 

In un primo momento era stato segnalato che le persone rimaste ferite in maniera gravissime erano tre ma, nel corso nel pomeriggio, anche le condizioni di un quarto detenuto, già ricoverato all'ospedale Belcolle in codice giallo, sono peggiorate. “Quattro sono ricoverati in codice rosso, in gravissime condizioni, ma non in pericolo di vita; sei in codice giallo; L'ultimo ha riportato ferite lievi e sta per essere dimesso”. Così è stato segnalato nella tarda serata dagli operatori sanitari del pronto soccorso cittadino.

Secondo quanto si è appreso i dieci detenuti erano in una sorta di sala di socializzazione dove insistono tavoli da ping pong, biliardino e così via, quando si è scatenata la feroce rissa. “Una violenza inaudita”, hanno riferito gli agenti della Polizia penitenziaria che, con estrema professionalità, hanno saputo gestire la situazione. 

Nella sala sono stati trovati coltelli ed altri oggetti contundenti. E, adesso, sarà compito delle forze dell'ordine accertare come abbiano fatto i detenuti ad entrarne in possesso. 

Il terribile episodio ha generato nuovi ed accesi interventi da parte dei sindacati che tornano a gran voce sulla carenza di organico. “A Viterbo non sono stati più inviati agenti dal 2002, siamo in carenza di organico e l'amministrazione ci ha abbandonato”, dicono i rappresentanti di Osapp (Gennaro Natale), e Sappe (Luca Floris). Per i sindacati, ma anche per gli agenti di polizia penitenziaria, inoltre, è necessario maggiore controllo, ad esempio attraverso un sistema di videosorveglianza installato anche nelle sale di socialità. 

L'unica figura istituzionale che sembra funzionare egregiamente all'interno della struttura carceraria viterbese è quella del comandante Daniele Bologna. “E' sempre presente – affermano gli agenti di Mammagialla – anche ieri se non fosse stato per il suo intervento sarebbe finita anche peggio”.

Facebook Twitter Rss