ANNO 9 n° 204
''Iscrivo la Viterbese, ma qui ho chiuso''
Lo sfogo di Piero Camilli in una conferenza con la stampa allo stadio Rocchi
24/06/2019 - 12:13

di Samuele Coco

VITERBO - La Viterbese giocherà la Serie C del 2019/2020 ma il rapporto con la famiglia Camilli sembra essere giunto al capolinea. Nell'ultimo giorno utile per presentare l'iscrizione al campionato, il presidente ha convocato una conferenza stampa nella quale ha voluto spiegare quanto accaduto in questi giorni frenetici.

''Viterbo è una città che non interessa nessuno a livello calcistico e in cui a nessuno interessa realmente il calcio'' ha esordito nel suo sfogo Camilli che, numeri alla mano, ha fatto anche il punto sulla situazione economica. ''Quando incassi 101.000 euro tra biglietti e abbonamenti ma ne spendi 160 mila per stewart e altro, capite bene che qui non è possibile fare calcio in maniera seria - prosegue nella sua accusa l'imprenditore di Grotte di Castro -. Da 6 anni sono qui e speravo che questa città si svegliasse, ma tanti anni di fallimenti hanno distrutto tutto evidentemente. Io ho messo 3 milioni all’anno per la Viterbese e non ho chiesto niente a nessuno, ma non ho mai avuto rotture di palle come quando sono qui a Viterbo. Fare calcio di livello qui è impossibile nella maniera più assoluta: ringrazio i tifosi che ci sono sempre stati vicino, ma purtroppo devo dire che sono quattro gatti. Ci tengo a sottolineare però che la situazione economica della Viterbese è ottima, dato che io ho pagato tutto, ma questa è una città che non da nulla, dall’imprenditoria all’amministrazione. Quando ero Grossetto e ho detto che volevo andarmene perché mi ero stancato, il sindaco mi chiamò per dirmi che si sarebbe impegnato a farmi avere 300.000 euro di sponsorizzazioni''.

Camilli ha continuato a spiegare le sue ragioni parlando anche del recente investimento del Comune per realizzare il campo in sintetico al Pilastro. ''I miei consulenti mi hanno ripetuto sempre che sono pazzo a fare calcio qui, anche se ora tanto mi dicono: “ma se ti hanno fatto pure il campo in sintetico!?''. Ma quello non l’hanno fatto a me, ma alla squadra della città - spiega ancora il presidente -. Io la squadra l’ho fatta iscrivere ma a Viterbo non metto più piede. I miei figli mi hanno convinto ad iscriverla, ma adesso attendo che arrivi qualcuno con un progetto a prendersela. Qui purtroppo non si è presentato nessuno, se non quattro morti di fame. Farò giocare la Beretti, Ranucci farà l’amministratore e non ci sarà nessuno a fare da dirigente nonostante avessimo uno staff da serie A. Lo ripeto: a Viterbo il calcio non interessa. Piero Camilli se ne va facendo l’ultimo atto d’amore, infatti ho pagato una fidejussione da 350000 euro che sicuramente perderò. Io ci avrò messo del mio con il caratterino che ho, ma ci hanno massacrato con cose assurde, come mandarci nel girone del Sud o far giocare squadre che non potevano iscriversi e a 70 anni è ora che me ne stia a casa mia. A chi vuole fare calcio posso dire che questa è una società apposto e con i conti in regola. Io sono antipatico a tanti qui, ma guardatevi in giro: investire a Viterbo è da matti. Da giovane venivo qui da Schenardi ed era una gioia, ora è tutto un disastro, si vede da come sta messa questa città''.

Prima di chiudere una stoccata alla classe politica del calcio e a quella viterbese. ''Oggi il calcio costa troppo: hai spese da serie A e il signor Ghirelli si permette pure di lamentarsi. Il calcio di C non può avere lo stesso rapporto spese-entrate di Lazio e Roma. Il pienone della finale di Monza? Era per farsi vedere, qualche politico è venuto allo stadio solo per fare bella figura. Vi auguro ogni bene, ma con Viterbo ho chiuso''.






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