ANNO 8 n° 347
Inquinamento lago di Vico, le ordinanze di non potabilità scagionano
gli ex sindaci
''Al primo posto abbiamo sempre messo la salute dei nostri concittadini''
05/07/2018 - 03:09

RONCIGLIONE - Ordinanze cautelative. Opere di ammodernamento degli impianti. Trattamenti di potabilizzazione dell’acqua. E collaborazioni con l’Istituto Superiore della Sanità per un aiuto concreto nella lotta all’arsenico e alle alghe rosse.

''Il tutto a spese del Comune, con fondi da attingere alle nostre casse. Senza che nessuno ci abbia mai dato una mano''. Per contrastare l’inquinamento delle acque del lago di Vico, non avrebbero potuto fare altro di quello che effettivamente fecero durante i lunghi e difficili anni del loro mandato come sindaci. Gli ex primi cittadini di Ronciglione e Caprarola, Massimo Sangiorgi e Alessandro Cuzzoli, finalmente in aula possono prendere parola e difendersi dalle accuse che la Procura muove loro.

''Abbiamo firmato varie ordinanze a scopo cautelativo – hanno esordito entrambi – tutte mirate alla salvaguardia della salute dei nostri concittadini. Messa sempre al primo posto''.

Assolti dal disastro ambientale ''perché il fatto non sussiste'', per i due ex primi cittadini resta in piedi l’accusa di non aver eliminato il pericolo di contaminazione delle aree limitrofe alle zone di captazione dell’acqua. Vale a dire di non aver protetto da sostanze tossiche e nocive, quelle aree della falda del lago di Vico da cui, a cavallo tra il 2001 e il 2011, l’acqua veniva raccolta, incanalata e trasportata all’interno delle condutture idriche per arrivare nelle case.

Ieri i primi testimoni della difesa.

''Esistono due ordinanze, datate giugno e luglio 2010 – sottolinea Alesandro Cuzzoli – con cui si vietava e si limitava l’utilizzo di fitofarmaci nelle coltivazioni limitrofe alle coste del lago di Vico. Così come esistono ordinanze in cui si dichiarava la non potabilità dell’acqua, nel momento in cui la Regione Lazio cambiò i parametri per la presenza dell’arsenico e l’intera area risultava fuori ogni limite''.

Anche in quel caso, immediata fu la risposta del Comune: ''Non passarono che pochi giorni da quella nota regionale che installammo tre fontane per la dearsenificazione a disposizione dell’intera cittadinanza e chiedemmo fondi pubblici per la sanificazione delle aree di captazione''.

A difenderli anche i loro collaboratori più stretti: ''Hanno fatto davvero tutto ciò che era nelle loro possibilità''.

Si tornerà in aula a inizio ottobre.

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