

di Eva Kant
VITERBO – Maria Lorenzin ed Enrico Esposito di nuovo in tribunale. Stavolta, però, non per dare sostegno al figlio Paolo, ma perché sono loro stessi imputati di subornazione di testimone.
Il procedimento giudiziario a carico dei coniugi è iniziato ieri mattina davanti al giudice del tribunale di Montefiascone, (sezione distaccata del palazzo di giustizia viterbese).
L’udienza è stata di carattere principalmente interlocutorio, utile ad incardinare il dibattimento. Anche se, a dirla tutta, non sono mancati momenti di tensione: nulla a che vedere con gli accesi scontri che hanno caratterizzato le sedute nell’Aula 4 del tribunale di via de Lellis nell’ambito del processo a carico di Paolo e dell’amante-cognata Ala Ceoban, certo, ma comunque sortite pungenti tra le parti ci sono state eccome.
Per il sostituto Renzo Petroselli, presente in aula, i coniugi Esposito avrebbero tentato di volgere la deposizione di due testimoni in favore del figlio durante il processo di primo grado, in cui era imputato insieme ad Ala per l’uccisione della compagna Tatiana Ceoban e della figlia adolescente Elena, nata da una precedente relazione della moldava nel suo paese d’origine.
I testi istigati a dichiarare il falso sarebbero Gerardo Naddeo, medico della famiglia Esposito, ed Augusto Pesci, membro del circolo di An, la cui sede era in un locale di proprietà dell’elettricista di Gradoli. Pesci, in particolare, fu ascoltato dalla Corte d’assise viterbese in merito al famoso pick-up con cui, secondo l’accusa, erano stati trasportati i cadaveri di Tania ed Elena. Anche lui finì sotto inchiesta per favoreggiamento, ma l’indagine fu poi archiviata.
Durante la seduta di ieri mattina il pm Petroselli ha chiesto l’ammissione dei due testi, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Enrico Valentini, il controesame. E fin qui tutto liscio, se non fosse stato per quel video registrato durante una delle udienze a carico dell’elettricista: era il 20 novembre 2010 quando ai coniugi Esposito viene notificato in aula l’avviso di garanzia per subornazione di testimone. Valentini ha chiesto l’acquisizione del filmato, ma il pm Petroselli si è opposto: alla fine il legale ha dovuto cedere, ritirando la richiesta.
L’udienza è stata rinviata dal giudice Italo Centaro al 7 marzo 2012 alle ore 9,30.
Ricordiamo che, sempre per subornazione di testimone, è indagato anche uno dei difensori di Paolo Esposito, l’avvocato Mario Rosati: anche lui, per il pm, avrebbe contattato un altro testimone di Gradoli chiedendogli di volgere la sua deposizione a favore dell’imputato. Accusa che Rosati ha sempre respinto.
Enrico e Maria Esposito, infine, sono coinvolti in un altro procedimento penale per violenza e minacce a pubblico ufficiale nei confronti dell’assistente sociale incaricata di seguire la piccola Erika (la bambina nata dalla relazione di Paolo e Tania), poi affidata ad una famiglia bolognese, città in cui vive la madre di Tatiana ed Ala, Elena Ceoban. La Procura della Repubblica potrebbe chiedere i loro rinvii a giudizio nei prossimi mesi.