ANNO 7 n° 58
''Infermieri: insufficienti e senza mezzi''
La responsabile regionale del sindacato Laura Santoro: ''Intervenire subito''
30/11/2016 - 02:00

VITERBO – Belcolle, la situazione infermieri è sempre più critica. Così critica ultimamente da spingere il responsabile regionale Nursing Up Lazio, il sindacato degli infermieri italiani, Laura Santoro a inviare, di concerto con il responsabile della Asl di Viterbo, tre informative e a richiedere un incontro col direttore dell’ufficio Governo sanitario. Richiesta, quest’ultima, che non è andata a buon fine. Il tutto dopo una visita all’ospedale del capoluogo che ha confermato, nell’ordine, il disagio, la preoccupazione e l’insufficienza del personale infermieristico che si traducono poi in insoddisfazione dei pazienti, una struttura ospedaliera che sembra un cantiere aperto e l’assenza di strumentazioni idonee. Si rende quindi urgente, ad avviso della responsabile, un intervento tempestivo che risolva al più presto e in maniera definitiva queste problematiche.

Situazione infermieri. ''Dopo aver parlato a lungo con molti colleghi in servizio a Belcolle, ho rilevato uno sconforto generale'', scrive Laura Santoro in una lettera indirizzata al direttore generale Asl Daniela Donetti. ''Sono convinti - prosegue - che nell'azienda ospedaliera viterbese non venga premiato il merito. Vale a dire che non sanno come e perché vi siano delle nomine a coordinatori e posizioni organizzative. Delle fasce economiche credo sia meglio non parlarne''. In sostanza il personale ignora le modalità di trasferimento, di avvicendamento di alcuni colleghi e il diniego alla richiesta di trasferimento per altri: ''Molti si domandano anche le ragioni del trasferimento 'coatto' di alcuni, senza pre indicazioni, né formazione mirata – aggiunge nella lettera - Tutto fa pensare a modalità poco trasparenti''.

È tornata a Viterbo dopo anni la responsabile regionale del sindacato infermieri ma, sostiene, la situazione a Belcolle non è cambiata: lavori in corso. Un esempio: ''È stato trasferito il reparto di otorinolaringoiatria. Causa lavori? Non vi è segnaletica, non è arrivata informativa ai colleghi – continua - Succede che, durante la notte e non solo, i pazienti che hanno la necessita dell'otorinolaringoiatra, debbano girare per l'ospedale, che già normalmente non è facile da perlustrare. Non è infrequente trovare utenti disorientati. Questa modalità è sicura per il personale e per i pazienti?'', si chiede.

Quindi lo sconcerto dei colleghi infermieri, a fronte soprattutto dell’ostilità manifestata dai pazienti. ''Dopo quello che mi hanno raccontato gli infermieri in coro mi metto nei panni anche degli utenti oltre che degli infermieri. Pensavo, insieme alle colleghe, che è impensabile disapprovare gli utenti. Noi infermieri, nel difendere noi stessi, un lavoro in sicurezza, gli strumenti e i mezzi a nostra disposizione, implicitamente difendiamo anche i diritti degli utenti e la loro sicurezza''.

Altro problema: la mancanza di mezzi a disposizione del personale come banalissimi computer: ''In un epoca in cui ci si fa vanto e promozione di una sanità informatizzata – scrive ancora - i colleghi non hanno accesso a un computer. Alcuni non sarebbero funzionanti da febbraio scorso. Altri avrebbero avuto dei problemi, a tutt'oggi irrisolti a causa di virus. Quindi i computer non hanno un antivirus eventualmente in rete?''. Eppure sono strumenti indispensabili in un ospedale. Fondamentali, giusto per fare qualche esempio, per inviare via web esami ematici, ma anche prescrizioni, certificazioni online e dimettere un paziente ricoverato. Ancora: per facilitare le ricerche scientifiche di medici e infermieri dal momento che molte banche dati sono online.

Ma tornando ai problemi del personale, altra grande carenza è quella degli ausiliari, ovvero coloro che si occupano di accertamenti e trasferimenti dei pazienti da e per la sala operatoria. Troppo pochi, così come gli infermieri. ''Nella struttura non esiste un gruppo sufficiente di ausiliari. Ho visto ausiliari dividersi su due piani, sempre che il coordinamento del Saio (Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche) non ne ritenga utile l'utilizzo altrove, per carenza di personale, malattie inaspettate. In ultimo - aggiunge -, sempre a proposito del personale attualmente impiegato a Belcolle, duole enfatizzare che nella gestione del personale va considerata l'età avanzata dello stesso personale. Secondo l'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, i lavoratori anziani sono una parte crescente della forza lavoro. Nella Regione Lazio più che da qualsiasi altra parte, perché non si sente parlare di concorsi da molto, molto tempo rispetto alle altre Regioni. Si lavora più a lungo, quindi anche la gestione della Sicurezza del Lavoro, secondo la stessa Agenzia Europea dovrebbe diventare una priorità''.

''È convinzione di questa organizzazione sindacale - sottolinea Santoro - che molte sono le peculiarità dell'infermiere 'diversamente giovane'. Con l'età si accumulano anche esperienze lavorative e competenze. Tuttavia, alcune capacità funzionali, principalmente fisiche e sensoriali, diminuiscono per effetto del naturale processo di invecchiamento. I possibili cambiamenti delle capacità funzionali devono essere presi in considerazione nella valutazione dei rischi e per far fronte a tali cambiamenti devono essere modificati l'ambiente di lavoro e i compiti lavorativi''.

In conclusione, ''nessuno punti il dito verso l'infermiere e l'operatore sanitario in genere. Loro, i professionisti sanitari, fanno quello che possono con quello che 'non hanno''', conclude Santoro, sottolineando quanto sia ad oggi improcrastinabile un intervento immediato finalizzato a una soluzione definitiva a questi problemi.







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