ANNO 9 n° 339
Incontri su scrittura e disgrafia a Montalto
L'11 e il 12 novembre presso l'Istituto comprensivo con esperti
21/11/2019 - 15:26

Da Alberto Puri riceviamo e pubblichiamo*.

MONTALTO DI CASTRO - ''Ma come scrivi!''. Storica frase pronunciata da insegnanti, madri, padri o adulti in genere, e rivolta a bambini/adolescenti con una penna in mano.

Il gesto grafico è uno degli atti che impariamo più precocemente nella vita, e ''segna'' in profondità il modo attraverso il quale rappresenteremo e racconteremo, per il resto della vita, il mondo che ci circonda. A parlarne è la vicepresidente dell'Associazione Italiana Disgrafie, dott.ssa Ricci, in una serie di incontri organizzati dall'Istituto Comprensivo presso la scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di Montalto e Pescia Romana, l'11 e 12 novembre. Conferenze per insegnanti e genitori che hanno per oggetto ''insegnare le corrette abitudini per prevenire le difficoltà di scrittura'', con riferimento alla costruzione del gesto grafico all'Infanzia e alla Primaria, e successivamente le sue trasformazioni in età adolescenziale. Perché parlare di scrittura? Perché si comincia a tenere in mano una matita già in età infantile, e quel gesto così creativo e potente evolve, si modifica e si complica tra i 5 e i 20 anni, diventando una vera radiografia di come siamo.

Per i partecipanti alle conferenze organizzate dalla scuola di Montalto si apre un mondo quasi completamente inesplorato e allo stesso tempo sotto gli occhi di tutti: ogni volta che si ha a che fare con un bambino o un adolescente nell'atto dello scrivere, dietro il banco di scuola, nel chiuso della cameretta o in sede di esame, ogni volta che gli si chiede di fermarsi, sedersi, prendere un quaderno e una penna e fissare pensieri o numeri su fogli di carta, la questione del gesto grafico porta più preoccupazioni che delizie. Ne sanno qualcosa gli insegnanti che passano buona parte del loro lavoro leggendo e correggendo gli scritti degli studenti.

I dati presentati dalla Dott.ssa Ricci sono poco confortanti: tra il 2016-2017 la disgrafia in Italia risulta incrementata del 90,3% e, più in generale, le statistiche parlano di un incremento di studenti DSA del 314%. Il dato è allarmante. Eppure lo scopo di questi incontri a scuola non è ratificare lo stato di salute problematico della scrittura, ma parlare di buone pratiche in fase di osservazione dei nostri bambini/ragazzi. L'espressione buone pratiche conforta sia gli addetti ai lavori, sia un genitore che osserva il figlio quando si appresta a fare i compiti. Lo stesso vale per la maestra e per la professoressa che insegnano a scrivere. Interessantissimo scoprire, allora, quanto l'osservazione sia importante per correggere il bambino che scrive: la posizione delle spalle dritte, la posizione del pollice e dell'indice nel tenere la penna, la posizione del mignolo e dell'anulare nel sostenere l'intera mano, la posizione dei piedi a terra come quella della schiena sorretta dal tronco, i gomiti sul banco. Piccole pratiche di osservazione, buone pratiche di prevenzione. Cose che non guardiamo più, o che derubrichiamo a inevitabili involuzioni dei tempi.

Ecco allora che siamo tutti invitati a non abdicare al ruolo di osservatori, e a non cavalcare il concetto di 'vita frenetica quotidiana' per giustificare la mancanza di tempo da dedicare alla osservazione/correzione/prevenzione di abitudini scorrette di scrittura.

Gli spunti di riflessione per gli insegnanti sono molti, alcuni provocatòri per i tempi che corrono: far scrivere molto, far scrivere bene (esercizi di calligrafia), far scrivere a mano! Pensavamo che il ''digitale'' fosse il presente e il futuro, scopriamo invece che il gesto grafico manuale e il corretto controllo del complesso schiena-polso-mano-dita non sono sostituibili, perché trattasi di buone pratiche per prevenire le disgrafie, per favorire l'equilibrio psicomotorio, per migliorare la quantità e qualità della produzione scritta, addirittura per prevenire i problemi alla vista (a tutti noi sono venuti in mente immagini di ragazzi che scrivono schiacciati sui quaderni, con gli occhi quasi appiattiti su tablet, e dotati fin dalla tenera età di carini, sfiziosi, spesso costosi occhiali da vista).

Ritengo dunque questi incontri organizzati dall'Istituto Comprensivo di Montalto decisamente interessanti per capire dove stiamo andando, come insegnanti e genitori, riguardo all'esercizio della scrittura dei ragazzi, e non mi sento per questo coinvolto in una sorta di battaglia di retroguardia, come si potrebbe pensare (grafica manuale versus grafica digitale, dove la prima ha già perso!). Apprezzo molto l'I.C. di Montalto che ha posto tra le sue priorità nel PTOF proprio la prevenzione delle disgrafie, e conferenze aperte al pubblico come queste sono valide iniziative di formazione e informazione.

Come insegnante di Lettere, per giunta a Montalto, sono vistosamente di parte. Ma quando si parla di buone pratiche per migliorare la crescita di figli e alunni, siamo tutti di parte. Sì, dalla loro parte.

*docente di Lettere I.C. Montalto di Castro






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