ANNO 9 n° 200
Incapace di intendere e di volere, stop al processo per Ivo Bramante
L’85enne era accusato di aver lasciato morire la sorella e averne nascosto il corpo nel congelatore
21/01/2019 - 11:51

VITERBO - (b.b.) Ivo Bramante non è capace di intendere e di volere, né di partecipare coscientemente al processo che lo vede imputato: si conclude con un‘assoluzione la Corte d’Assise a suo carico.

Accusato di aver lasciato morire la sorella di stenti, di averne nascosto il corpo nel congelatore per percepirne indebitamente la pensione, l’85enne, difeso dagli avvocati Matteo Moriggi e Marco Marcucci, è stato assolto questa mattina.

Fondamentale, la relazione del professore Giovanni Battista Traverso nominato dal tribunale: è stato lui, a seguito di numerosi incontri a Villa Rosa, a delineare per l’anziano imputato, l’incapacità di stare in giudizio e di intendere e di volere già al momento dei presunti fatti.

Affetto da anni da demenza, deterioramento della corteccia cerebrale e disturbi della personalità, Bramante non ricorderebbe nulla degli anni trascorsi in compagnia della sorella, tantomeno della quotidianità precedente ai numerosi e continui ricoveri che dal 2016 si sono succeduti.

Sull’85enne, fino a questa mattina, le accuse di abbandono di incapace aggravato dalla morte, occultamento di cadavere e truffa ai danni dell’istituto nazionale di previdenza sociale. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, l’anziano avrebbe nascosto il cadavere della sorella all’interno di una busta dell’immondizia nel congelatore di casa per continuare a percepirne la pensione. 67mila euro totali, tanto da spingere l’Inps a costituirsi parte civile nel processo. Ma la relazione del professor Traverso ha segnato una svolta tale che, dopo appena mezz’ora di camera di consiglio della Corte presieduta dal giudice Gaetano Mautone, ha portato alla sua assoluzione.

Il corpo della donna, Rossana Bramante di 79 anni, fu ritrovato il 28 febbraio del 2016. A fare la macabra scoperta sarebbe stata la badante del fratello. Il cadavere si trovava all’interno del congelatore, avvolto in un sacchetto dell’immondizia. Integro, non fatto a pezzi.

Rimasto lì per oltre un anno. Anno in cui nessuno si sarebbe accorto dell’assenza dell’anziana. Neppure i vicini di casa di via dell’ospedale consorziale numero 2A.

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