ANNO 9 n° 343
''Impaurite e arrabbiate, è stata solo un'accesa discussione''
La fidanzata del 23enne, accusato di sequestro di persona, stempera la vicenda. La convalida in ospedale
06/08/2019 - 06:58

VITERBO – Per lei si sarebbe trattato solamente di una discussione ''più accesa'' del solito. Per la fidanzata del 23enne dominicano finito in manetta all’alba di domenica scorsa, quanto accaduto all’interno dell’appartamento in via San Lorenzo, a due passi da Piazza Crispi, sarebbe ben diverso da quanto ricostruito nelle ore successive dalla Procura.

''Eavamo impaurite e arrabbiate, è stata solo una lite molto animata'' avrebbe detto la giovane al legale del 23enne, che questa mattina comparirà davanti al gip Rita Cialoni per la convalida del fermo e l’interrogatorio di garanzia nel letto di medicina protetta di Belcolle.

Secondo gli inquirenti, invece, all’alba di domenica, il ragazzo accecato dai fumi dell’alcol, dopo essersi chiuso in camera con la fidanzata, avrebbe cercato di strangolarla prendendola per il collo. Sarebbero state le sue grida ad allarmare gli amici, altre due coppie di giovanissimi, e a farli intervenire buttando giù la porta della stanza. Ma la rabbia del 23enne non avrebbe risparmiato neppure loro: prima morsi, calci e pugni poi il dominicano, con un coltello con una lama da 38 centimetri, avrebbe aggredito anche la sorella della fidanzata, costringendola a fuggire dalla finestra.

Un salto di oltre 3 metri che l’avrebbe messa in salvo. Da qui la chiamata alle forze dell'ordine e l'intervento di tre volanti che sono riuscite a fermare il dominicano solo grazie allo spray al peperoncino.

Accusato di sequestro di persona, lesioni, maltrattamenti e resistenza, l'uomo si trova ricoverato da due giorni nel reparto di medicina protetta dell’ospedale di Belcolle. Questa mattina riceverà la visita del gip per l'udienza di convalida. 

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