ANNO 9 n° 325
Il Riesame dice no a Giuseppe Trovato
Da Roma nessuna modifica alle custodie cautelari: tutta la banda resterà in carcere
22/02/2019 - 03:06

VITERBO – (b.b.) Giuseppe Trovato resterà in carcere. E, come lui, anche tutti gli altri dodici arrestati per associazione mafiosa dai carabinieri di Viterbo su disposizione della Dda di Roma. È di ieri la notizia del no alla scarcerazione per il presunto boss cosentino a capo della banda: il Riesame dopo quattro giorni di silenzio ha deciso di non concedere al 44enne nessun alleggerimento o revoca della misura cautelare.

Niente di nuovo, se si pensa alla posizione dei giudici capitolini anche per gli altri otto indagati che, ancora prima di Trovato, erano ricorsi al tribunale della Libertà. Tutti, compreso il presunto braccio destro del 44enne, l’albanese Ismail Rebeshi dovranno restare sotto custodia cautelare. Ognuno, nel nuovo carcere di riferimento dopo che, per decisione della procura romana, la banda è stata trasferita nelle case circondariali di alta sicurezza di mezza Italia. Una manovra ben precisa per evitare che, approfittando delle aree comuni e delle ore d’aria, gli arrestati potessero entrare in contatto, parlare tra di loro e inquinare lr prove a loro carico.

Prove che sarebbero racchiuse nelle oltre 700 pagine di ordinanza di custodia cautelare a firma del gip romano Flavia Costantini: decine e decine gli episodi di violenza, minacce e intimidazioni che sarebbero stati messi a segno dalla banda per raggiungere il controllo delle principali attività commerciali del territorio e dei locali notturni della città.

Vetrine di negozi Compro Oro mandate in frantumi, teste di maiali mozzate fatte recapitare alle loro vittime, aiuto e intere concessionarie mandate a fuoco. Due anni di inferno vissuti dalla città che porterebbero la firma del sodalizio guidato da Trovato e Rebeshi.






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