ANNO 10 n° 56
Il Comitato San Pellegrino, scrive ad Alessia Mancini
Avanza proposte e respinge il dietrofront riguardo l'art. 11
20/01/2020 - 16:53

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo:

 

Il direttivo del Comitato di quartiere San Pellegrino respinge il dietrofront dell'assessore allo sviluppo economico del comune di Viterbo, Alessia Mancini, sul Piano del commercio.

La retromarcia riguarda in particolare l'art. 11 del testo, approvato dal consiglio comunale, che prevede limitazioni all'apertura di nuove attività commerciali di somministrazione di bevande e alcolici e all'orario di chiusura notturna per tutti i locali di somministrazione di alimenti e bevande entro le 24 (dal 1° ottobre al 30 maggio), ovvero entro le ore 01 : 00 (dal 1° giugno al 3 settembre).

Si tratta di norme nate a protezione del quartiere San Pellegrino, considerato luogo di pregio storico e artistico, mèta apprezzata di turismo, e scena privilegiata di iniziative come il villaggio natalizio.

I limiti di orario sono misura necessaria per contrastare il fenomeno della cosiddetta mala movida, il cui impatto su determinate aree è tale da creare invivibilità, degrado, inospitalità e insicurezza per residenti, pellegrini e turisti.

Non solo. La movida incontrollata e senza freni, che tende a imperversare nei quartieri se non arginata, e spesso terreno fertile per l'azione di spacciatori e soggetti che in modo maligno, a proprio unico vantaggio, cercano di sfruttare le debolezze e le vulnerabilità dei giovani, mette anche a repentaglio il patrimonio storico e artistico.

L'assessore Alessia Mancini, promotrice di un tavolo extra-istituzionale, al quale partecipano rappresentanti di studenti, commercianti, operatori turistici e residenti, ha prima messo in discussione con un sistema di deroghe ad hoc l'applicazione del Piano del Commercio e oggi si propone in maniera esplicita e surrettizia la sua disapplicazione. In questo modo, minando l'attività e l'autorità del massimo e supremo organo legale del sistema politico-istituzionale e della democrazia locale : il consiglio comunale.

Il direttivo del comitato di quartiere di San Pellegrino difende il borgo medioevale e tutto il centro storico come luogo del vivere e dell'abitare. Il Piano del Commercio è stato varato per proteggere la vivibilità e l'abitabilità della Viterbo antica e storica e per incentivare, anche con sgravi fiscali, quelle attività commerciali che siano compatibili con questo obiettivo.

Chi calpesta i diritti dei residenti e degli ospiti calpesta vivibilità e abitabilità del cuore storico e antico della città, luogo della sua identità primigenia, favorendone il suo abbandono e la desertificazione.

Viterbo, dopo Roma, è, per il suo carattere storico, il capoluogo più importante del Lazio, la seconda regione più popolosa d'Italia. La sua provincia è al 22° posto su 107 per estensione territoriale.

 

Come può un'amministrazione che governa Viterbo, qualunque sia il suo colore politico, ridurre il cuore della città nello stato di abbandono e di incuria in cui versa attualmente?

Non è questione di guardare all'indietro, a ciò che è passato, ma di affrontare i problemi con un'ottica nuova, finalizzata alla ripresa del quartiere San Pellegrino e della zona storica. Il rischio è quello di cristallizzare l'esistente e di non riuscire a immaginare un oltre migliore di adesso.

Le strade battute finora non hanno rivitalizzato queste aree. Non hanno costituito un fattore di rilancio come tutti possono constatare. In parte, si è sviluppata una economia dell'abbandono che ha ulteriormente contribuito al peggioramento della condizione. Se certe attività, più tollerate che incoraggiate dalle amministrazioni, fossero state in grado di risollevare le sorti dei quartieri storici, la città antica sarebbe rifiorita e rinnovata.

Bisogna, pertanto, intraprendere altre vie. Basandosi anche su economia e attività già esistenti. Che si tratta di sostenere, rafforzare e consolidare. Sappiamo che la stragrande maggioranza delle persone che la notte frequenta il centro storico per andare nei ristoranti e nei locali - viterbesi, turisti o abitanti di altre città - non vuole disturbare e complicare la vita ai residenti. Vuole solo godersi la serata, divertirsi e stare in compagnia. La movida va distinta dalla mala movida che, al contrario, implica schiamazzi, atti gratuiti di vandalismo, alcolismo molesto. Su questo aspetto la posizione del comitato di quartiere San Pellegrino è chiara. E non può essere deformata da interpretazioni partigiane e interessate. Siamo contro un fenomeno degenerativo contro cui, in molte città, istituzioni e cittadini si mobilitano.

E' alla bella e rispettosa gente di Viterbo, giovani, famiglie e anziani, che il direttivo del comitato di quartiere guarda per restituire al borgo San Pellegrino e alla città storica la funzione che merita.

Proporsi obiettivi nuovi, più avanzati, e più idonei alla realtà del capoluogo, significa rimettere la città in movimento. Vuol dire creare condizioni per un nuovo e più virtuoso dinamismo cittadino, economico, sociale e culturale.

In questo quadro, il direttivo condivide pubblicamente alcune proposte che sottopone all'attenzione dell'amministrazione, delle forze politiche e della cittadinanza.

1) Proponiamo di utilizzare la somma incassata dal comune di Viterbo relativa alla tassa di soggiorno per la riqualificazione di San Pellegrino e di tutto il centro storico, come peraltro avanzato anche da un gruppo di gestori di alberghi, b&b, agriturismi, case vacanze e locazioni turistiche .

2) In collaborazione con l'Università, proponiamo di impiantare nel quartiere un hub con personale universitario, dedicato all'avvio di spin-off e per attività di ricerca.

3) Nella fase di transizione, proponiamo di individuare aree a basso impatto per residenti e ospiti, condivise e dedicate a una movida più notturna in cui i gestori dei locali di San Pellegrino possano avviare un secondo negozio, replica del primo, con diritto di prelazione, sgravi fiscali e agevolazioni di lungo periodo.

4) Proponiamo di usare le risorse dell'avanzo di bilancio non speso per aumentare i controlli di polizia locale nella zona di San Pellegrino e del centro storico.

 

Direttivo del Comitato di quartiere San Pellegrino






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