ANNO 9 n° 169
I tifosi gialloblu preparano l'invasione
Sale la febbre per Flaminia - Viterbese. Oggi le squadre riprendono ad allenarsi
16/02/2016 - 02:01

VITERBO – (An. Ar.) Manca ancora una settimana sana, eppure. Eppure c’è già qualcosa che balla nella pancia, si ascoltano nei bar frasi mozzicate, si chiedono consigli al vecchio compagno di scuola civitonico: ‘’Conosci mica un posto dove se magna bene e se spenne poco, da quelle parti?’’. Prove tecniche d’avvicinamento al derby, fronte settentrionale.

La Viterbese squadra le comincerà a farle oggi, con il primo allenamento della settimana al Rocchi (ore 14.30, salvo cambiamenti di programma): da verificare le condizioni di Belcastro e Boldrini, BB, che hanno saltato la sfida di domenica con la Nuorese, la vittoria che ha portato i gialloblu in testa alla classifica, e da soli. Ma la Viterbese intesa come popolo, come comunità, questo derby lo ha già iniziato. Ne parla. Lo aspetta. Vuole viverlo, sentirlo come forse non l’ha mai sentito in questi anni d’incroci coi cugini. Già, perché tra Flaminia e Viterbese la rivalità è quasi un gioco, niente a che vedere con certo odio che si vede altrove. E’ stato lo stesso Piero Camilli – che pure prima di portare la Castrense a Viterbo aveva fatto un pensierino al titolo dei rossoblu – a ricordarlo l’altro giorno: ‘’Con il presidente Ciappici c’è un ottimo rapporto, è una persona che stimo e che rispetto, perché va avanti con tanti sacrifici. Ma attenzione, so benissimo che domenica la Flaminia non ci regalerà nulla, e proverà a farci la festa, a ragione’’.

Anche perché la truppa di Vigna sembra aver trovato la strada giusta, quella che conduce alla salvezza. Due vittorie consecutive (e a Civita Castellana è quasi una primizia, visto che sotto Carnevale le squadre locali storicamente risentono del clima festaiolo), la classifica che respira, la scoperta di bomber Prandelli (due gol domenica) e la ritrovata vena di Cardillo. Insomma, la ciccia c’è: al Madami ha lasciato le penne anche uno squadrone come il Grosseto, e questo suggerisce prudenza.

Eppure, la Viterbese non può fare tante scene. Le differenze tecniche sono evidenti, così come è evidente che la capolista ha il dovere – agonistico e morale, se vogliamo – di giocare sempre per vincere. Vale per domenica a Civita Castellana e varrà, a maggior ragione, nelle prossime trasferte, anche quelle spauracchio, in Sardegna. Al Madami, poi, si preannuncia un’invasione. Qualcosa di simile, per dire, agli ultimi grandi esodi dei tifosi gialloblu: Rocca Priora dello scorso aprile e Frascati di due anni fa. Con la speranza che stavolta le cose vadano in modo diverso (tie’, occhio malocchio prezzemolo e finocchio).

Per la prima volta, questo derby senza veleni conta per qualcosa, almeno in casa gialloblu. Negli ultimi ci sono stati quelli in chiave playoff (ai tempi di Pochesci, Farris, Favo, Puccica), ci sono stati quelli di Coppa (l’ultimo in questa stagione: 3-1 per la Viterbese al Rocchi e Flaminia eliminata, era il 25 novembre), ci sono stati scambi di allenatori e di giocatori (Vegnaduzzo valga per tutti), c’è stata persino una stagione in cui era la Flaminia la prima squadra della Tuscia, mentre i leoni si leccavano le ferite in Eccellenza. Ma domenica, nonostante manchino ancora dieci giornate al verdetto finale, la Viterbese si gioca un bel pezzo del suo futuro. 





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