ANNO 8 n° 170
''I cittadini dovranno essere risarciti''
Il sindaco Michelini illustra le iniziative del Comune nei confronti degli indagati
04/06/2015 - 00:00

VITERBO – ''I cittadini che hanno pagato un servizio non svolto dovranno essere risarciti; il comune si costituirà parte civile nel procedimento penale; massima collaborazione con la magistratura; già da oggi sarà nominato un nuovo dirigente per il settore ambiente e lavori pubblici: Emilio Capoccioni. E se ne ricorressero le condizioni, sarà rescisso il contratto con Viterbo Ambiente, la società incaricata della nettezza urbana a Viterbo, i cui vertici sono stati arrestati''. Sono queste le linee guida annunciate ieri sera dal sindaco Leonardo Michelini, al termine di una giornata convulsa, che ha visto un dirigente di Palazzo dei Priori, Ernesto Dello Vicario, finire agli arresti domiciliari nell'ambito dell’operazione ''Vento di maestrale'', e altri due, Stefano Quintarelli e Sara Palombi iscritti nel registro degli indagati per concorso in frode in forniture alla pubblica amministrazione e truffa.

Accanto al sindaco, nella sala consiliare, c’erano l’assessore all’ambiente Andrea Vannini, il vice sindaco Luisa Ciambella e l’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi. L’incontro con i giornalisti è stato convocato poco dopo che gli investigatori avevano finito di perquisire gli uffici degli assessorati all’ambiente e al bilancio, dove hanno sequestrato computer e documenti.

''Il comune – ha spiegato Michelini – è parte lesa in questa vicenda. Per questo abbiamo già incaricato un avvocato di provvedere alla costituzione di parte civile. Lo farà entro un paio di giorni. Nel frattempo – ha aggiunto – verificheremo se ci sono le condizioni per rescindere il contratto con la Viterbo Ambiante. Sarà un lavoro delicato – ha sottolineato -, perché dobbiamo evitare il rischio di trovarci invischiati in una querelle giudiziaria che potrebbe essere lunghissima e di fronte a richieste di risarcimento danni''.

Il sindaco ha poi posto l’accento sul contratto e sulle opacità che, a suo dire, lo caratterizzerebbero. ''E’ da quando ci siamo insediati – ha ricordato – che abbiamo evidenziato la sua inadeguatezza. E per questo che prima con l’assessore Raffaela Saraconi e poi con l’assessore Andrea Vannini, abbiamo tenuto sotto stretta osservazione l’attività della società. Nel 2014 – ha rilevato – l’assessore Vannini ha contestato alla Viterbo Ambiente circa 200mila euro di penali''.

Michelini ha poi ricordato di aver dato mandato agli uffici un direttore del contratto d’appalto, con il compito di verificare in primo luogo l’applicazione di quanto previsto, poi di individuare eventuali modifiche da apportare. ''Spero che sia stato fatto. Non potevo essere né io né l’assessore a provvedere in merito''. Tra l’altro, il sindaco ha rivendicato a merito della sua amministrazione il non aver mai accolto le proposte di negoziazione presentate da Viterbo Ambiente. ''Non le abbiamo nemmeno prese in considerazione'' ha scandito.

''Secondo gli investigatori – ha argomentato il sindaco – il contratto sarebbe stato costruito in modo tale da favorire la società a discapito del Comune. Se ciò fosse confermato dalle indagini, dovremo fare tutto il possibile per recuperare quanto è stato sottratto all’amministrazione. Un po’ come è avvenuto con Esattorie Spa, dove siamo riusciti a incassare 3,5 milioni di euro rispetto ai 4,2 che non ci sono stati versati''.

Infine, Michelini ha anticipato che da oggi sarà nominato un altro dirigente del settore: Emilio Capoccioni. E ha precisato che gli altri funzionari coinvolti nell’inchiesta non potranno occuparsi in alcun modo di rifiuti.





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