ANNO 8 n° 294
Guida ai CV: come utilizzarli
09/10/2018 - 13:06

Trovate l’annuncio giusto o individuate le aziende interessanti con possibili posti vacanti, è il momento di farsi avanti, cercando di mettere in luce ciò che fa di voi un buon candidato e impressionare i selezionatori abbastanza perché abbiano voglia di vedervi di persona. Lo scopo del curriculum vitae è quello di procurarvi un colloquio.

 

Ci siamo già occupati della lettera di presentazione che deve accompagnare il curriculum, quindi in questa guida analizzeremo il modo migliore per scrivere il CV, esaminando i diversi modelli curriculum vitae e presentandovi alcuni esempi di CV già compilati per farvene apprezzare al meglio la resa. Faremo una carrellata di alcuni degli errori più comuni da evitare, fornendovi esempi concreti di cosa non fare e modelli curriculum vitae da cui prendere spunto.

 

Intanto, mentre sei alla ricerca di un nuovo modo per guadagnare e magari hai molto tempo libero a disposizione, consulta qui la nostra lista dei 19 metodi per arrotondare, anche senza competenze.

 

Il curriculum vitae

Il primo passo per presentarsi al potenziale futuro datore di lavoro è il curriculum vitae, che racconta chi siete, cosa sapete fate, quali esperienze lavorative avete maturato, in che ambiti, per quanto tempo, e serve anche a raccontare qual è stato il vostro percorso formativo. Scriverlo bene aiuta i selezionatori a trovare subito le informazioni che cercano e vi rende quindi più visibili ai loro occhi.

 

Prendere la mira

Il CV (europass, cronologico o per competenze) è il vostro biglietto da visita. Se è ben fatto, coerente, professionale, può farvi fare il primo passo all’interno dell’azienda facendovi ottenere un colloquio. Se i contenuti sono confusi, mal presentati e se non riuscite a mettere in risalto ciò che veramente conta, allora sarà solo causa di irritazione per chi lo riceve e lo legge alla ricerca del candidato giusto per una posizione aperta.

 

Siccome la qualità dà in genere più frutti della quantità, rassegnatevi all’idea che la compilazione di ciascun cv va ponderata: potete partire da un modello base di curriculum da compilare, ma andrà modificato di volta in volta. Anche in presenza di una lettera di accompagnamento, che spieghi meglio quali sono le vostre motivazioni e quali i vostri obiettivi professionali, il cv non può comunque essere un documento stereotipato.

 

Il modo in cui intendete usarlo fa la differenza: che lo vogliate utilizzare per rispondere a un annuncio, per una candidatura spontanea presso un’azienda che ha suscitato il vostro interesse o che pensiate di affidarlo a un conoscente che già lavora in un ambito in cui vi piacerebbe entrare, il cv va mirato in funzione del vostro obiettivo.

 

Individuare le aree di interesse

Prendiamo l’esempio del giovane ingegnere elettronico, che ha scelto recentemente due settori di interesse: quello dell’ICT (Information & Communication Technology) e quello della GD (Grande Distribuzione).

 

L’ICT rappresenta per lui l’ambito professionale prioritario verso il quale nutre un fortissimo interesse che lo porta a rendersi disponibile anche a ruoli di tipo tecnico o commerciale. È molto determinato a entrare in contatto con quel contesto e avviare all’interno di esso la sua carriera.

 

Nel contesto della grande distribuzione, invece, il suo interesse è meno forte e indirizzato esclusivamente a ruoli all’interno della Direzione tecnica e della Direzione Sistemi Informativi. Ovviamente, ha elaborato due diversi cv, e due modelli di lettera di accompagnamento.

 

Nel caso dell’ICT, ha evidenziato il suo interesse per tutto il comparto in generale, enfatizzando la sua forte motivazione a entrare in aziende di quel settore, a prescindere dal ruolo specifico. Nel secondo caso, invece, pone correttamente l’accento su specifici ruoli, esclusivamente nell’ambito dei Sistemi Informativi.

 

Questo sforzo per differenziare le informazioni è funzionale al vostro obiettivo: vi distinguerà dalla marea di cv generici e privi di chiarezza di intenti che le aziende giornalmente ricevono.

 

Se infine considerate che a questo approccio mirato corrisponde il fatto che state veramente “scegliendo il lavoro che vi piace”, guidando fin da subito la vostra carriera, avrete un’ulteriore ragione per investire un po’ di tempo in più e focalizzare bene i vostri CV.

 

Cosa mettere in risalto

Quello che avete da offrire non è la somma delle vostre qualifiche accademiche e delle esperienze lavorative, ma la varietà e l’unicità delle competenze acquisite. Il curriculum è il mezzo ideale per esprimere all’azienda che state contattando in quali ambiti e ricoprendo quali ruoli avete fatto una differenza, o come le vostre conoscenze e capacità hanno portato dei benefìci a precedenti datori di lavoro, quali problemi avete risolto e così via.

 

Inoltre nella selezione, come vedremo più avanti in questo articolo, hanno un ruolo tutt’altro che secondario anche le vostre competenze non strettamente lavorative o accademiche. Se siete dei bravi comunicatori, avete spirito di gruppo, sapete rendere bene anche sotto pressione, comunicarlo all’azienda per la quale sperate di lavorare può darvi una chance in più di essere chiamati per un colloquio nel quale magari queste vostre qualità verranno messe alla prova.

 

Le competenze linguistiche sono tra le caratteristiche maggiormente ricercate dai selezionatori (ecco perché devi imparare l’inglese), quindi vanno messe bene in evidenza, così come eventuali soggiorni all’estero per studio o per lavoro, anche nel caso si sia trattato di lavori non pertinenti con quello per il quale vi proponete. Lo spirito di iniziativa e di adattamento, e in generale la voglia di fare che queste esperienze testimoniano, faranno comunque segnare un punto a vostro favore.

 

L’occasione per differenziarsi

Selezionatori, specialisti delle risorse umane delle aziende e cacciatori di teste leggono una quantità esorbitante di curricula: lauree, diplomi, stage, esperienze lavorative presentate sempre con il massimo risalto servono, sì, ma potrebbero anche non bastare per una presentazione vincente.

 

Per lasciare davvero il segno, al di là di tutte le vostre qualifiche, che ovviamente come abbiamo detto bisogna trovare il modo di mettere in luce, vale la pena di sottolineare in cosa siete diversi dagli altri. Gli esperti di personal branding, cioè della creazione di uno stile personale con cui proporsi, sostengono che spesso ciò che ci rende unici è anche il motivo per il quale veniamo scelti.

 

Particolari abilità, competenze, anche interessi personali che mostrino uno specifico lato di voi, magari quello più creativo o intraprendente, possono spingere un selezionatore a estrarre il vostro cv dal mucchio e tenerlo da parte per approfondire la conoscenza.

 

Colpire con stile

Frasi semplici, senza subordinate, stile asciutto e rigoroso, linguaggio formale, senza concessioni al gergo o strizzatine d’occhio al lettore, correttezza estrema, ovvero nessun errore ortografico o grammaticale, buon uso dei sinonimi per evitare le ripetizioni: questi sono tutti elementi essenziali per la scrittura di un documento che deve essere al contempo professionale, conciso e chiaro.

 

Ricordate che la cosa in assoluto più importante è la chiarezza unita alla capacità di sintesi. L’essenziale è che ciò che avete da offrire sia comprensibile a chiunque anche solo dando una scorsa veloce al vostro cv.

 

Non è certo vietato dare un tocco personale al curriculum, sempre che questo non lo renda ridicolo o poco credibile. Si può per esempio pensare di aggiungere alle sezioni canoniche, anche un trafiletto in cui esprimere in forma spontanea perché ci si sente adatti al ruolo per il quale ci si sta candidando.

 

È vero che la lettera di presentazione, che allegherete al curriculum, avrà proprio quella funzione, però una sintesi di due righe in calce al CV può essere la mossa giusta per colpire il selezionatore.

 

Corto è meglio

Scegliete un carattere e un corpo leggibili agevolmente, scrivete il cv al computer e stampatelo su facciata singola in fogli A4. Separate i vari paragrafi con qualche spazio per agevolare la lettura e utilizzate i neretti con parsimonia, solo per ciò che più vi preme mettere in evidenza.

 

Superare le due pagine potrebbe essere un errore: il punto è catturare l’attenzione del selezionatore o dell’azienda nel minor tempo possibile e richiedendogli il minimo sforzo. Se siete neo-laureati non ha molto senso dilungarsi: meglio mettere in chiaro le vostre capacità e competenze, citando anche le eventuali esperienze di stage, tirocinio e permanenze all’estero.






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