ANNO 9 n° 260
Giuseppe Trovato di fronte al Riesame
Considerato a capo dell’organizzazione mafiosa sgominata a Viterbo, questa mattina comparirà a Roma assieme alla compagna Sofia
18/02/2019 - 06:49

VITERBO – (b.b.) Il momento di Giuseppe Trovato è arrivato. Questa mattina il 44enne, considerato ai vertici dell’organizzazione criminale di stampo mafioso sgominata a Viterbo all’alba del 25 gennaio scorso, comparirà di fronte ai giudici capitolini per chiedere un alleggerimento o la revoca totale della misura cautelare.

Assieme a lui, toccherà anche alla compagna, Fouzia Oufir, che tutti nel clan conoscono come Sofia.

Il calabrese Trovato, che secondo la Dda di Roma avrebbe vantato conoscenze negli ambienti della ‘ndrangheta e su questo avrebbe fatto forza per ''intimidire e intimorire la popolazione viterbese'', si trova ora recluso all’interno del carcere di massima sicurezza di Nuoro, mentre la compagna a Civitavecchia.

Quella di smembrare il clan, che fino a pochissimi giorni fa si trovava quasi interamente nella casa circondariale di Viterbo, è stata una mossa specifica della procura romana per evitare che, approfittando delle aree comuni e delle ore d’aria, gli arrestati potessero inquinare le prove e depistare le indagine ancora in corso.

Finiti in manette all’alba del 25 gennaio scorso, i tredici indagati dell’operazione Erostrato devono rispondere a vario titolo di associazione mafiosa: secondo gli inquirenti avrebbero messo in piedi un sodalizio criminale che, attraverso intimidazioni, minacce e aggressioni, avrebbe voluto raggiungere il controllo del territorio. Decine e decine gli episodi ricollegati alla banda a partire dal dicembre del 2017: auto incendiante, vetrine di attività commerciali distrutte, proiettili fatti recapitare in buste anonime alle vittime e teste di maiali mozzate lasciate fuori casa come avvertimenti.

Dopo il secco no del Riesame alla scarcerazione di Luigi Forieri, Manuel Pecci e Gazmir Gurguri, giovedì scorso è toccato a Ismail Rebeshi, Emanuele Erasmi e Martina Guadagno tentare di ottenere una modifica della custodia cautelare.

Mentre in cinque hanno rinunciato all’appello, ancora prima di discutere le proprie posizioni di fronte al tribunale delle Libertà, oggi toccherà a Trovato e alla compagna 34enne.





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