ANNO 9 n° 287
Giocatori della Torres rapinati a Olbia nel post derby
Avversari della Viterbese
07/01/2016 - 11:22

VITERBO - Brutta disavventura per alcuni giocatori della Torres a Olbia, dopo il derby sardo vinto ieri dai sassaresi, che è costato l'esonero all'ex tecnico gialloblu Oberdan Biagioni (al suo posto si parla di Michele Fini). Sugli spalti dello stadio ''Nespoli'', peraltro, ieri si è visto anche il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, il cui club è da poco fortemente collegato con l'Olbia, al punto da far pensare ad una nuova spinta per la formazione sarda verso la Lega Pro.

Come riportano gli organi di informazione locali della Sardegna, tre giocatori della Torres e la fidanzata di uno di loro, sono stati aggrediti e rapinati all'esterno dello stadio ''Bruno Nespoli'' al termine dell'incontro di calcio vinto dagli ospiti per 2 a 0 sui padroni di casa. Il gruppo si stava dirigendo verso l'auto della ragazza parcheggiata sul lungomare - riporta il sito Olbianova - quando una banda composta da almeno cinque persone è entrata in azione spintonando e colpendo i ragazzi con calci e pugni. Ad uno dei rossoblu è stata strappata la borsa contenente l'ipad e il rapinatore è fuggito. Gli altri quattro hanno continuato l'aggressione, sotto gli occhi atterriti della ragazza, e solo l'intervento di alcuni dirigenti della Torres, che stavano transitando in macchina in quel momento, ha evitato il peggio.

L'accesso allo stadio di Olbia, proprio per questioni di sicurezza, era stato interdetto ai tifosi della Torres attraverso un'ordinanza del prefetto che alla vigilia del derby aveva suscitato non poche polemiche. I giocatori della Torres si sono allontanati dall'area presidiata dalle forze dell'ordine e sono rimasti vittima dell'aggressione. La società sassarese ha annunciato che sporgerà denuncia nei confronti di ignoti.

La Torres sarà al 'Rocchi' il prossimo 7 febbraio per la gara di ritorno contro la Viterbese (all'andata in Sardegna finì 0-0). Si spera però che l'epilogo del match e del post partita non siano gli stessi di Olbia. 





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