ANNO 9 n° 259
Gesenu commisariata, ora anche Viterbo Ambiente è a rischio
Il sindaco Michelini a colloquio
col prefetto di Perugia sui rifiuti
09/11/2015 - 11:00

VITERBO – Nuova grana rifiuti per il Comune di Viterbo. La società Gesenu, azionista di maggioranza di Viterbo Ambiente che ha in appalto l’igiene urbana e la gestione dei rifiuti nel capoluogo della Tuscia, è stata infatti colpita da un’ennesima interdittiva antimafia emessa dalla Procura di Perugia. La società è avviata ora verso il commissariamento, con la conseguente gestione controllata e, quindi, con l’accantonamento dei proventi derivati da appalti pubblici.

E’ un periodo nero per Gesenu, il cui amministrative delegato, Silvio Gentile, è stato indagato dalla DDA di Perugia per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e inquinamento doloso. La società, infatti, fa parte del consorzio catanese Simco, considerato affiliato alla mafia. Il colosso dei rifiuti del Centro Italia, dunque, ora è a rischio sopravvivenza. E a cascata anche il futuro di Viterbo Ambiente si fa più cupo.

A tal proposito, visto il probabile commissariamento di Gesenu, il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, ha incontrato nei giorni scorsi il prefetto di Perugia, Antonella De Miro. L’appalto e il contratto di gestione dei rifiuti e di igiene urbana che legano Palazzo dei Priori a Viterbo Ambiente sarebbero stati al centro del colloquio perugino.






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