ANNO 9 n° 343
''Geotermia, basta con gli interessi economici davanti a tutto''
Interviene il coordinamento provinciale di Articolo 1
06/08/2019 - 11:53

Riceviamo e pubblichiamo*.

VITERBO - Il Consiglio dei ministri del 31 luglio 2019 ha deliberato di consentire la sperimentazione di una Centrale geotermica nel Comune di Castel Giorgio in provincia di Terni. Il provvedimento ha suscitato l’immediata reazione dei sindaci dei Comuni del territorio, attivi già da molti anni per contrastare l’attuazione della Centrale.

L’energia Geotermica è una forma di energia sfruttabile che deriva dal calore presente nel sottosuolo. Gli impianti geotermici possono essere a bassa ''entalpia'' ovvero con pozzi poco profondi oppure a media o alta entalpia. Per questo tipo di impianti le zone di origine vulcaniche consentono di raggiungere il calore terrestre senza scavare troppo in profondità, da qui l’interesse verso le zone circostanti il Lago di Bolsena

La produzione di energia geotermica sarebbe economicamente fallimentare se non fosse sostenuta da generosi incentivi statali elargiti con il proposito di ridurre l’inquinamento atmosferico, si sono moltiplicati gli imprenditori che intendono avvalersene. Il costo degli incentivi è addebitato ai cittadini tramite le bollette dell’energia elettrica

Gli impianti ''flash'', ovvero di prima generazione, producono un inquinamento atmosferico comparabile a quello di una moderna centrale elettrica a gas e quindi dal dicembre 2018 un decreto ha abolito gli incentivi

Gli impianti di seconda generazione, detti ''pilota'' non hanno emissioni in atmosfera, ma come i flash movimentano fluidi nel sottosuolo e possono provocare ricadute negative come inquinamento delle falde acquifere superficiali usate per alimentare la rete potabile ed aumentare il rischio sismico.

Gli impianti di terza generazione sono costituiti da sonde che non movimentano fluidi nel sottosuolo e non hanno emissioni. Sono attualmente in fase di studio.

Il primo progetto di impianto pilota, autorizzato dal provvedimento del Consiglio dei Ministri, si trova a Castel Giorgio in Umbria ma ha ricadute sul Lazio, dalla carta idrogeologica risulta che l’abitato di Castel Giorgio si trova all’interno del bacino idrogeologico del Lago di Bolsena

La società che ha effettuato la richiesta di permessi di ricerca di risorse geotermiche per la sperimentazione di un impianto pilota denominato ''Castel Giorgio'' è la ITW-LKW GEOTERMIA ITALIA ha richiesto la realizzazione di 5 pozzi di prelievo di fluido geotermico e a distanza di qualche chilometro a sud di 4 pozzi per la reiniezione del fluido. La Direzione Ambiente del Lazio, incaricata dalla Regione Lazio, ha redatto un parere negativo in quanto non ritiene possibile escludere impatti negativi.

Le associazioni di tutela del lago di Bolsena hanno da parte loro inviato una lettera al Ministero dell’Ambiente, per segnalare che la Valutazione di impatto ambientale (VIA) di carattere positivo nei confronti dell’impianto, era stata approvata dal precedente ministro dell’Ambiente nel lontano ottobre 2014, confermando una precedente valutazione risalente addirittura al luglio 2011 in quanto la commissione di valutazione (di durata triennale) era rimasta in carica in regime di prorogatio per oltre sette anni. Nella lettera le associazioni sollecitano il Ministro a rivedere la situazione e ad annullare la Via favorevole in considerazione del fatto che contrasta con il recente parere negativo da parte della Direzione Ambiente del Lazio.

In questo contesto si è inserito il provvedimento del Consiglio dei Ministri del 31 luglio 2019 che, udito l’assessore Bartolini in rappresentanza della Regione Umbria, ha deliberato di superare la mancata intesa della Regione, e conseguentemente, di consentire la prosecuzione del procedimento di impianto pilota denominato ''Castel Giorgio'' per ricerca di risorse geotermiche sito nel comune di Castel Giorgio (Terni) proposto da ITK LKW Geotermia Italia) I deputati del Movimento 5 Stelle Daga e Lorenzoni in proposito hanno di chiarato che il Consiglio dei Ministri non poteva far altro che registrare il discutibile parere di Valutazione di impatto ambientale. In caso contrario infatti la società avrebbe potuto richiedere un cospicuo risarcimento a carico dello Stato e in solido ai ministri stessi.

Art1 sostiene e sosterrà la battaglia delle associazioni e dei comuni affinché venga rispettata la volontà popolare. Si batterà perché non vengano sottovalutati i pericoli e i danni alle persone e all’ambiente e perché si smetta di mettere avanti a tutto ciò gli interessi economici. Basta con i ricatti dei risarcimenti ai quali ci espone uno Stato poco ''attento'' attraverso scelte inappropriate.

*Art1 coordinamento provinciale Viterbo







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