ANNO 7 n° 352
Gelo, agricoltura del
litorale in ginocchio
Coldirettii: ''Autocertificate i danni subiti per l'eventuale risarcimento''
10/01/2017 - 11:37

TARQUINIA - L’ondata di gelo polare che ha messo in ginocchio l’agricoltura laziale ha bruciato coltivazioni di finocchi, carciofi e broccoli per centinaia di ettari dal nord al sud della regione. Se le produzioni in serra hanno resistito, grazie al riscaldamento assicurato anche nelle ore diurne, il bilancio delle coltivazioni a campo aperto è drammatico. Soprattutto a Viterbo e, in particolare, a Tarquinia, dove le colture tradizionali del periodo invernale non hanno retto al drastico abbassamento delle temperature. Nessuna speranza di recuperare, almeno in minima, parte il raccolto di finocchi e carciofi. Parzialmente compromessi anche broccoli e broccoletti.

''Un bilancio pesante, una devastazione che oltre a Tarquinia ha colpito decine di altri comuni della Tuscia'' commenta il presidente della Coldiretti di Viterbo Mauro Pacifici. Le perdite economiche ammontano a centinaia di migliaia di euro anche perché a subire i danni, soltanto nel comprensorio di Tarquinia, sono state almeno 80 aziende agricole. Ora tutti gli occhi sono puntati verso la Regione Lazio, nella speranza di provvedimenti straordinari a sostegno delle aziende orticole.

''Dobbiamo comunque rimetterci in piedi. Ciò che conta adesso è che ciascuna delle imprese danneggiate si attivi per documentare, su carta, l’ammontare dei danni subiti per la perdita dei propri raccolti. Le certificazioni – spiega il direttore della Coldiretti di Viterbo Alberto Frau – vanno consegnate, il prima possibile, al Comune o all’Ispettorato agrario perché, nel caso di riconoscimento dello stato di calamità naturale, quelle attestazioni determineranno la percentuale dell’ammontare di eventuali indennizzi''.







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