ANNO 9 n° 197
Furto a casa Peruzzi, il ladro fugge ma viene arrestato di nuovo
E' questo l'epilogo della vicenda che ha coinvolto un 17enne sudamericano
11/07/2019 - 06:55

BLERA - Ruba a casa di Angelo Peruzzi, viene fermato, riesce ad evadere ma si fa bloccare nuovamente dai carabinieri di Fiumicino dopo un controllo. E' questo - si spera - l'epilogo della vicenda che ha visto protagonista un giovane 17enne sudamericano che insieme una banda di baby ladri è accusato di aver compiuto furti negli appartamenti e nelle auto tra Roma e Viterbo.

Dopo essere stato arrestato per il furto nell'abitazione dell'ex portiere della Nazionale, per il giovane sono scattate subito le manette ed è stato associato presso il Centro di Prima Accoglienza per minori di Roma a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ma il provvedimento non è stato in grado di fermare il 17enne.

Infatti lunedì mattina, a seguito di un controllo su una auto sopetta, i carabinieri di Fiumicino hanno nuovamente tratto in arresto il giovane. Gli agenti, dopo aver controllato una macchina con targa francese, hanno fermato il guidatore, un cileno maggiorenne ed irregolare, e i due minori di 16 e 17 anni che lo accompagnavano. Il maggiorenne è stato trasportato alla Questura di Roma ed espulso, mentre il sedicenne veniva accompagnato in una comunità nel ternano.

Dopo vari accertamenti sul diciassettenne invece,che inizialmente aveva fornito false generalità, si è scoperto che lo stesso era recentemente fuggito da una casa famiglia, ove era stato sottoposto dal Tribunale per i minorenni di Roma alla misura della permanenza (gli arresti domiciliari dei maggiorenni). Il giovane era stato già arrestato il 29 giugno dai carabinieri di Blera per aver rubato nella villa dell’ex calciatore Angelo Peruzzi.

Gli accertamenti dattiloscopici hanno permesso di identificarlo nuovamente e trarlo in arresto quale evaso in esecuzione di ordinanza di cattura emessa dal Tribunale per i minori di Roma. Nella notte è stato quindi trasportato nel carcere minorile di Casal del Marmo. Gli inquirenti ipotizzano che il trio sgominato fosse dedito ai furti nell'area di Roma e della Tuscia.






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