ANNO 9 n° 262
Furbetti del cartellino della Asl,si va verso due patteggiamenti
Saltata ieri l’udienza preliminare, due infermieri pronti a concordare la condanna
20/11/2018 - 05:58

VITERBO – Nonostante un difetto di notifica abbia fatto saltare ieri l’udienza preliminare a loro carico di fronte al gup Rita Cialoni, nella maxi inchiesta contro i furbetti del cartellino della Asl si fa sempre più strada l’ipotesi di due patteggiamenti. Molto probabilmente a scegliere la soluzione più veloce e pacifica per archiviare ogni tipo di accusa saranno l’infermiera Stefania Gemini e il collega Renato Mastrocola, che, secondo la procura assieme ad altri dipendenti della Asl viterbese, per mesi avrebbe timbrato il badge e poi si sarebbero allontanati dal posto di lavoro. Assenteismo dal posto di lavoro. In una struttura pubblica, come l’ospedale di Belcolle.

Ma non solo. L’infermiera 47enne, licenziata in tronco assieme alla dirigente del servizio di medicina trasfusionale, Tiziana Riscaldati, secondo l’ipotesi della pm Paola Conti avrebbe addirittura creato ad hoc più di 150 schede di rimborso che la vedevano impegnata in trasfusioni domiciliari così da poter ottenere il risarcimento delle spese sostenute.

Una truffa da oltre 11mila euro ai danni del servizio pubblico che si va ad aggiungere all’accusa di falso, di cui deve rispondere assieme al collega Mastrocola, che a fine gennaio del 2017, venne sospeso per sei mesi dal servizio.

Ora sarebbero pronti al patteggiamento. Se ne riparlerà comunque a marzo, il 26, data in cui tutti gli indagati – 23 in tutto tra dottori, infermieri e ausiliari - compariranno di nuovo di fronte al gup assistiti dai propri avvocati per scoprire quale sarà il loro destino processuale: un rinvio a giudizio, un proscioglimento da tutte le accuse, oppure un patteggiamento. Cui due di loro sarebbero già propensi.





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