ANNO 9 n° 349
Fieno, è presto per riformulare l'accusa
Auriemma: ''Un passaggio obbligatorio e necessario, quando sarà il momento''
24/02/2018 - 06:38

VITERBO – Nessuna riformulazione formale dell’accusa che grava su Ermanno Fieno. O meglio. Ancora nessuna riformulazione formale. ''Sarà un passaggio obbligato e necessario, che questi uffici compiranno quando sarà il momento, quando ci sarà un rinvio a giudizio''. A sottolinearlo è il procuratore capo Paolo Auriemma, all’indomani della pubblicazione degli esiti dell’autopsia compiuta sui corpi di Gianfranco Fieno e Rosa Franceschini, i due coniugi trovati morti nel loro appartamento lo scorso 13 dicembre.

Secondo la ricostruzione del medico legale Saverio Potenza, professore ordinario all’Università degli studi di Roma Tor Vergata, l’83enne sarebbe morto per insufficienza cardio respiratoria, da 10 a 15 giorni prima del suo ritrovamento al civico 26 di via Santa Lucia.

''Nonostante siano arrivati sulla mia scrivania gli esiti dell’esame autoptico, che escludono totalmente la presenza di sostanze tossiche nel corpo di Gianfranco Fieno, è ancora presto per decidere cosa fare e per imboccare qualunque strada che sia definitiva – spiega il procuratore – le motivazioni allegate hanno bisogno di tempo per essere lette e analizzate con attenzione''.

Nessun mutamento formale, dunque, dell’accusa che ad oggi grava sul 44enne Ermanno, quella di duplice omicidio. Del padre e della madre, Rosa Franceschini, di 72 anni.

La donna sarebbe deceduta in epoca concomitante a quella del marito, a causa dei numerosi colpi ricevuti alla testa, inferti con uno strumento compatibile con l’attizzatoio rinvenuto nel corso del sopralluogo.

Unico indagato per quella morte è il figlio della coppia, il 44enne Ermanno Fieno, che dopo una rocambolesca fuga in treno fino a Ventimiglia, è stato fermato dalla polizia di frontiera e trasferito all'alba della scorsa Vigilia di Natale nel carcere di Mammagialla.






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