ANNO 9 n° 171
Federici: ''Ho chiuso con il pallone''
La schiena fa male, il capitano dice basta: ''Sempre grato alla famiglia Camilli''
16/10/2014 - 02:00

di Domenico Savino

VITERBO – Aveva già deciso di smettere tre anni fa. Poi una telefonata fece cambiare tutto. Adesso la decisione è definitiva: Daniele Federici dice basta con il calcio. Fine di una storia bellissima, che solo il destino ha interotto. Schiena, maledetta schiena e a 26 anni è arrivato il momento di smettere. In termini assoluti, senza più ripensamenti. Daniele Federici lascia la fascia di capitano della Viterbese (domenica scorsa a Genzano l'ha indossata Pero Nullo).

Poco più di un anno in gialloblu: il tempo di vincere un campionato e di riportare la Viterbese tra i dilettanti dopo l'inferno in Eccellenza. Quei problemi sembravno superati, o meglio davano meno fastidio. La passione per il calcio, per vedere e un pallone che rotola su un rettangolo verde travalica anche il dolore e la sofferenza fisica. Poi inizia la nuova stagione e il ritiro di Chianciano e ancora la schiena che fa male: una settimana fermo, le terapie con Simone Di Serio (che coccola i muscoli dei gialloblu). Ma nulla da fare: quelle ernie e quella discopatia sono una lama che impedisce di esprimersi al meglio.

E allora basta, per la seconda volta che poi è quella definitiva. Tuttavia già nel 2012 Daniele Federici aveva già attaccato le scarpette al chiodo. Poi arriva la chiamata di Vincenzo Camilli che sta allestendo la Castrense per vincere la Promozione. E la fiammella della passione si riaccende: ''Quando il presidente mi ha telefonato avevo già deciso di smettere – dice Federici -ma lui mi ha convinto. Mi disse: 'Mi basta qualche allenamento'. Gli risposi di sì con la promessa che avremmo valutato di volta in volta le mie condizioni. Non finirò mai di ringraziare la famiglia Camilli che mi ha dimostrato fiduicia, mi ha fatto conoscere il calcio vero e lo straordinario modo del calcio dilettantistico: a loro posso solo dire grazie''.

Federici si allena e guida la Castrense alla vittoria del campionato. Poi il trasferimento a Viterbo per la nuova avventura in gialloblu e il capitano è il primo a sposare la causa: ''Anche se i dolori sono ripresi volevo comunque onorare la maglia e proseguire il progetto. Già prima della partita di Rieti mi sono sottoposto a terapie. In tutti i casi sono riuscito a finire la stagione. Poi però con l'inizio della preparazione ho iniziato a soffrire: a Chianciano sono stato fermo una settimana. Ho provato a giocare ma mi alternavo sempre tra fisioterapia e campo. Ho anche smesso di lavorare per rispettare l'impegno che avevo preso ma non è stato possibile''.

Per uno che ha fatto la trafila nel settore giovanile dell'Inter insieme a Mario Balotelli non deve essere semplice dire basta, tagliare i ponti con il mondo del calcio: ''E' vero – ammette Federici – ma quando ti rendi conto che il dolore fisico è insopportabile devi prendere una decisione. Sono stato dai migliori medici e tutti mi dicevano la stesa cosa: basta con il calcio. Questo sport mi ha dato tanto e io ho fatto lo stesso''.

Daniele Federici se ne va da capitano, mai una parola fuori posto, mai un atteggiamento oltre le righe e la consapevoleza di essere stato una guida per i compagni: ''Un anno a Viterbo è come se ne avevssi fatti cinque da qualsiasi altra parte – afferma . E' una città che mi ha dato tanto anche a livello umano. Ho avuto la possibilità di conoscere tanti ragazzi che non sono solo compagni di squadra ma amici dentro e fuori dal campo. Mi restano i ricordi più belli con i tifosi, con gli allenatori, con la società. Ora vedrò la Viterbese da tifoso: in casa ci sarò sempre''.

Adesso Federici ricomincerà a lavorare: ''Torno nell'azienda di famiglia, torno ad alzarmi alle 5,30 la mattina. Non è un problema. Con il calcio smetto''.





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