ANNO 3 n° 141
Farris: ''Voglio unire gioco e budget''
Il tecnico gialloblù ha le idee chiare: ''Ai ragazzi chiedo lavoro ed umiltà''
14/07/2012 - 04:00

di Domenico Savino

Massimiliano Farris è pronto. Attendista sulle prime, da poche ore è il nuovo allenatore. Idee chiare, concetti semplici di calcio, volontà di soddisfare le attese della piazza e della società che tanto lo ha voluto. Da giocatore era un roccioso difensore che ha girato diverse piazza calde d’Italia: Barletta, Ternana, Avellino, Catania prima dell’arrivo a Viterbo. I tifosi si sono innamorati di questo stopper e lui a più riprese ha manifestato il suo affetto. Un matrimonio che s’aveva da fare prima o poi anche se in una situazione non facile. Il momento economico che il calcio italiano vive non è florido: del resto il calcio è lo specchio del paese e se l’Italia arranca e fa fatica, anche lo sport più popolare sbuffa e si dimena, cercando una soluzione. Non facile e non a breve termine.

Un bravo allenatore moderno deve essere bravo a coniugare gioco, risultati e budget: ‹‹Chiederò ai miei giocatori di lavorare con passione ed umiltà, voglio trasmettere loro voglia ed entusiasmo. Il periodo è particolare, difficile, e non me la sento di dire che vinceremo il campionato. Sono d’accordo con la società quando dice che non è il caso di illudere i tifosi, anzi dobbiamo dire la verità, essere chiari fin da subito senza alimentare grandi speranze. Il progetto è serio e insieme ai giocatori d’esperienza in ritiro ci saranno sei ragazzi di Viterbo: è il segno che la società crede nei giovani soprattutto se vengono dal vivaio››.

Entusiasta quanto basta, Farris ha sensazioni più che positive: ‹‹E’ una bella sfida essere tornato a Viterbo, quì mi sono sempre sentito a casa, la società vuole costruire comunque una squadra competitiva con un occhio vigile al budget. Mi hanno molto colpito i tre giocatori che sono stati presentati con me in conferenza: hanno tutti detto di essere orgogliosi di vestire la maglia della Viterbese, hanno accettato di venire a Viterbo seppur a cifre inferiori questo è un ottimo segno››.

Capitolo modulo: inizia a circolare l’idea di giocare con il 4-3- fantasia, Farris da questo punto di vista è cauto: ‹‹Spesso sono cose che si dicono per fare i titoli di giornale, di certo il sogno di ogni allenatore è vedere la propria squadra che gioca un calcio propositivo, organizzato, che difensivamente sottragga spazi all’avversario. Prediligo la difesa a quattro e un centrocampo di tre uomini. In avanti si può giocare in vari modi con i tre in linea, con il fantasista alle spalle delle punte o con due incursori dietro l’attaccante. Noi abbiamo Vegnaduzzo che io ho allenato a Pomigliano e dobbiamo metterlo in condizione di essere pericoloso sotto porta››.

Manca ancora qualcosa nel mosaico, poiché i giocatori voluti da Biagioni (D’Allocco, Russo e Calandrelli) non fanno più parte del progetto tecnico. Il trainer milanese sa dove bisogna intervenire: ‹‹Due difensori centrali, uno esperto e un giovane, un ’90 o un 91’, anche perché è rimasto solo Fapperdue nel ruolo e probabilmente a sinistra non ci sarà neanche Cherubini, ma è arrivato Bracalente. Stiamo lavorando in questo senso e ci manca una pedina a destra. Del resto io non ho problemi a far giocare i giovani soprattutto se sono di valore››.




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