ANNO 8 n° 353
Ex Chinotto Neri, il centro commerciale infuoca il faccia a faccia
La platea: ''Si salvino i piccoli negozi'', la proprietà: ''Ci saranno solo 4 esercizi''. Il sindaco svicola
12/10/2018 - 01:58

di Monica Di Lecce

CAPRANICA – Ha servito una bella patata bollente nelle mani del sindaco Nocchi, l’assemblea pubblica sul progetto di un centro commerciale presso l’ex stabilimento della Chinotto Neri. L’incontro organizzato dall’amministrazione comunale presso la Chiesa di San Francesco ‘’per rispondere – come ha detto il sindaco Pietro Nocchi – alla richiesta dell’associazione A testa alta’’ ha registrato un’ampia partecipazione, ben oltre i numeri dell’associazione stessa. Presenti oltre ai tecnici comunali, anche la proprietaria dell’area, Azzurra immobilare srl.

La platea, seppur con motivazioni e toccando corde diverse, ha ''difeso'' i negozi di vicinato di Capranica dai rischi di una ''desertificazione'' dovuta all’eventuale ''sbarco'' nel territorio della grande distribuzione mentre il sindaco, che non è entrato nel merito della vicenda, ha sottolineato più volte che questo è stato un incontro partecipativo da cui trarre spunti, riflessioni, osservazioni per l’amministrazione.

L’assemblea è stata anche l’occasione per la presentazione pubblica, da parte della proprietà dell’area, del progetto e, per il Comune, dello stato dell’arte rispetto alla richiesta presentata dal privato.

Lo scorso 23 marzo Azzurra Immobiliare ha avanzato, infatti, una richiesta di ristrutturazione dell’ex Chinotto Neri.

''Il progetto – ha spiegato l’architetto comunale Vanessa  Signore – non va a toccare la superficie o la cubatura, si limita a una ristrutturazione dell’immobile già esistente così come fu autorizzato all’epoca. Non c’è un cambio di destinazione urbanistica dell’area ma un cambio di destinazione interna al fabbricato, da terziario a commerciale. L’atto è a discrezione del consiglio comunale. Dal punto di vista tecnico – ha concluso l’architetto Signore – ci sono elementi idonei e sufficienti per portare la proposta di delibera in consiglio comunale. Quell’area è degradata e la sua riqualificazione è elemento di pubblica utilità''.

A chiarire il progetto è stato l’amministratore delegato dell’Azzurra immobiliare: ''Non è una operazione speculativa. Non mettiamo in vendita l’immobile. Qui verranno 4 attività commerciali una da 1500 metri quadrati e tre sui 600.  Verranno aziende sane, che conosciamo bene, partner che ci seguono da tempo''.

Sul degrado dell’area e la necessità della riqualificazione ha puntato anche Alberto Serrantini socio dell’Azzurra Immobiliare. “Immaginate – ha detto – il degrado dell’area tra 5 anni. Il progetto porterà ricchezza al territorio’’.

L’interesse pubblico della riqualificazione di un’area degradata privata non ha convinto però l’avvocato Antonio Rizzello dell’associazione ''A testa Alta” che ha messo sul tavolo della discussione una serie di dati per dimostrare l’impatto della grande distribuzione sui negozi di vicinato. Numeri della Regione Lazio e della Camera di Commercio.

''A Viterbo ci sono 20mila metri quadrati di attività commerciali strutturata nella formula del centro commerciali. Questo ha comportato, tra il 2007 e il 2013, un abbattimento delle attività di vicinato del 56% che passano da 4300 piccole attività a 1400. Capranica, nello stesso periodo, perde solo un 12% delle attività commerciali. Nel periodo 2002-2017 a Viterbo città il valore immobiliare dei negozi scende del 66%. A Capranica sono sostanzialmente invariati.

La Cgia di Mestre – ha proseguito l’avvocato Rizzello – ha detto che a fronte di un posto di lavoro nella grande distribuzione se ne perdono 6 nelle piccole attività. Questo dato se riferito a Capranica è la morte civile''.

Rizzello ha rivendicato la peculiarità del territorio dove i negozi di vicinato sono il frutto del lavoro di generazioni, tramandati di padre in figlio.

Dal pubblico sono poi partite diverse domande e considerazioni. Qualcuno ha detto che la peculiarità di Capranica verrebbe completamente stravolta dal centro commerciale, altri hanno sottolineato che quel tipo di attività sorgerebbe lungo la via Francigena. E’ stato chiesto che tipo di valutazioni sono state fatte del progetto, se c’è una valutazione sull’impatto che il centro commerciale avrebbe sul tessuto socio-economico di Capranica.

''Il progetto – è stato detto da qualcuno del pubblico – è  bello  ma non c’è certezza, non c’è sicurezza di come andrà a incidere sul territorio. Territorio che deve comunque difendere il valore delle attività economiche che si tramandano di padre in figlio''.

Qualcuno ha chiesto di trovare un compromesso: riqualificare l’area e proteggere le piccole attività.

E’ intervenuto anche l’ex sindaco Nazzareno Liberati che ha invitato Nocchi “a prendere la questione in profonda considerazione”. Ha detto di essere stato sufficientemente convinto dalle motivazioni portate da Rizzello e dalla platea per difendere gli esercizi di vicinato e che rispetto all’abbandono di quella struttura, l’amministrazione comunale deve pretendere il decoro. ''Pensateci bene – ha detto ancora a Nocchi – la questione è assai delicata. Non vorrei essere al tuo posto''.

Antonio Morera, presidente dell’Associazione “A testa Alta” ha ribadito l’insopprimibilità del commercio al dettaglio e ha sollecitato proprietà e amministrazione comunale a ripensare il progetto.

I cittadini quindi si sono espressi. La valutazione ora spetta all’amministrazione comunale, il voto al consiglio.

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