ANNO 3 n° 141
Eremo Palanzana,
Sfratto e udienza rinviati. Il gestore: ''Troviamo
un accordo civile''
13/07/2012 - 04:00

Flavia Ludovisi

VITERBO - L’associazione Familia Christi resta all’Eremo di Sant’Antonio, almeno per il momento. Lo sfratto, che sarebbe dovuto avvenire due giorni fa, non è stato eseguito ma rinviato. Così come è stata rinviata l’udienza d’appello che si sarebbe dovuta svolgere ieri mattina a Roma. Gli Amici Familia Christi hanno infatti impugnato la sentenza di primo grado, sulla base della quale le chiavi dell’eremo tornavano in mano ai proprietari, l’associazione Vittorio e Tommasina Alfieri. La mattina dello sfratto, alle 9, comunque, l’ufficiale giudiziario c’era, i carabinieri pure, ma insieme a loro, si è accalcata di fronte al portone anche una folla di fedeli che ha impedito materialmente lo sfratto. Per ora, dunque, almeno fino all’8 agosto, giorno del rinvio dello sfratto, l’associazione può continuare ad operare nell’ex convento del Cappuccini.

La vicenda è complicata e si protrae ormai dal 2006 a suon di battaglie giudiziarie tra l’associazione Alfieri, proprietaria dell’eremo della Palanzana e gli Amici Familia Christi, gestori dell’ex convento ricevuto in comodato. Al centro della ‘guerra giudiziaria’ c’è l’eremo di Sant’Antonio, luogo di culto, di preghiera e di meditazione. Con la morte della proprietaria Tommasina Alfieri, diventa “gestore” dell’ex convento Mario Mancini, incaricato di dar seguito all’opera di accogliere i fedeli cristiani. Succede, però, che al gestore e alla sua associazione venga rimproverato un uso improprio della finalità dell’eremo che non collima con gli oneri contrattuali previsti dal comodato. L’accusa è quella di organizzare anche convegni con finalità e ospiti di diversi culti religiosi, non più solo cristiani.

La faccenda è finita in tribunale nel 2009, e il primo step giudiziario si è concluso ad ottobre 2011, quando il giudice Wilma Passamonti ha stabilito in primo grado che l’eremo fosse restituito ai proprietari originari, l’associazione Vittorio e Tommasina Alfieri appunto.

L’11 luglio scorso, un giorno prima dell’udienza a Roma per il ricorso in appello avanzato dagli Amici Familia Christi era previsto lo sfratto dai locali dell’ex convento, che poi non è avvenuto grazie alla resistenza opposta da centinaia di fedeli accorsi in aiuto di Mario Mancini &Co.

Evento, quest’ultimo, che Mario Mancini, seppur grato ai fedeli accorsi, non vuole replicare. “Spero – ha spiegato – che per l’8 agosto, giorno del rinvio dello sfratto, riusciremo a trovare un accordo con l’associazione Alfieri. Lasciare l’eremo tra poco più di venti giorni per noi sarebbe complicato, ma possiamo accordarci su una data, anche a fine mese. Per quella data ce ne andremo senza fare storie, a patto però che, nel caso in cui dovessimo vincere l’appello, l’associazione Alfieri ci ridia le chiavi senza fare storie”.




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