ANNO 9 n° 199
Elio Marchetti racconta tutta la sua verità
Due ore e mezza di interrogatorio, convalidati gli arresti
05/05/2017 - 02:01

VITERBO - Elio Marchetti per oltre due ore davanti al gip: l’imprenditore viterbese, arrestato lo scorso mercoledì nel corso dell’operazione Déjà-Vu, ha raccontato in Procura la sua verità. Nessun silenzio, nessuna facoltà di non rispondere di cui avvalersi, ma tanta, tanta voglia di chiarire la propria posizione.

E così, un interrogatorio fiume in cui Marchetti, assistito dal suo legale Valerio Mazzatosta, non si è sottratto a nessuna delle domande che il giudice per le indagini preliminari Savina Poli, gli ha rivolto. Con serenità e tranquillità ha chiarito, anche davanti al pubblico ministero Fabrizio Tucci, alcuni passaggi delle 200 pagine di ordinanza in cui si articolano le varie contestazioni che gli vengono rivolte. Tra tutte quella di associazione a delinquere a carattere transnazionale finalizzata alla commissione di reati contro la fede pubblica ed il fisco. Secondo la procura viterbese, Marchetti, con l’aiuto di imprenditori e liberi professionisti, finiti come lui in manette, avrebbe importato dalla Germania auto di grossa cilindrata, non versando l’Iva. Una frode da oltre 3 milioni di euro, messa a segno grazie ad un sistema ben oliato di società cartiere, documenti falsi e scatole cinesi.

Intanto per il commerciante viterbese, a cui fa capo la concessionaria in via Mainella, sono stati confermati gli arresti domiciliari. Nessuna riduzione o misura alternativa, dunque, e ancora incerta la strada verso il Riesame: solamente dopo aver acquisito tutti gli atti depositati in Procura e aver letto con attenzione le 200 pagine di ordinanza, il suo difensore deciderà se appellarsi o meno al Tribunale della Libertà di Roma.

Nelle prossime ore, invece, dovrebbero essere fissati gli interrogatori di garanzia per gli altri cinque arrestati: Simone e Roberto Girolami, Giuseppe De Lucia e Domenico Sordo non verranno tradotti a Viterbo, ma saranno ascoltati nelle procure di residenza. Latina e Foggia, dunque. Mentre per rogatoria internazionale si procederà ad ascoltare la versione di Adrian Glowats, gestore del concessionario tedesco First Trade, da cui le auto sarebbero partite per arrivare poi in Italia. 

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