ANNO 9 n° 197
''E' incapace di intendere e di volere, Pavani non può essere giudicato''
Omicidio del Suffragio, la difesa punta alla non imputabilità del 32enne di Corchiano
05/07/2019 - 03:32

VITERBO – (b.b.) ''E’ incapace di intendere e di volere, ha un totale difetto di mente che lo rende non imputabile''. Per la difesa, Stefano Pavani, il 32enne di Corchiano accusato dell’omicidio di Daniele Barchi, non può essere giudicato. Non può rispondere delle accuse che la Procura gli contesta, perché affetto da semi infermità mentale, anche al momento dei fatti. Quando cioè, nella notte tra il 21 e il 22 maggio 2018, avrebbe colpito a morte il 42enne Barchi all’interno del monolocale a piano terra di via Fontanella del Suffragio, lasciandolo a terra esanime.

Ieri mattina, la discussione di fronte al gip Savina Poli: il pm Stefano D’Arma, titolare del fascicolo, ha chiesto una condanna a 15 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio volontario aggravato, mentre l’avvocato Luca Paoletti, a fianco del suo assistito – in aula assieme ai genitori – ha chiesto che gli venga riconosciuta la non imputabilità a causa di un totale vizio di mente da cui Pavani sarebbe affetto.

Incontrato in carcere da un pool di psichiatri, il 32enne risulterebbe, inoltre, un soggetto ''socialmente pericoloso''. Ora, come in passato, quando finì nuovamente di fronte ad un giudice per aver accecato un 60enne con una bottigliata in un occhio, in un momento di collera. Condannato per lesioni aggravate, riuscì allora ad evitare il carcere, scontando la propria pena all’interno di una struttura Rems.

Una soluzione che potrebbe essere presa in considerazioe anche il prossimo 10 luglio: in caso di condanna per omicidio, oltre allo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato scelto, potrebbe essere sottoposto a una pena alternativa alla reclusione in carcere e tesa alla riabilitazione dell’imputato. Così come accaduto in passato.

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