ANNO 9 n° 349
''E adesso gli altri Comuni seguano l'esempio di Viterbo''
Gestione pubblica dell'acqua, Paola Celletti soddisfatta per l'impegno assunto da Palazzo dei Priori. Super bollette: appello per il ricalcolo di quelle errate
25/11/2019 - 06:45

di Simone Lupino

VITERBO - ''Sì. Siamo molto soddisfatti, l’atto che è stato votato è molto importante, soprattutto per il peso che riveste Viterbo come capoluogo di provincia, ma anche come maggiore azionista di Talete. Ciò avrà effetti a cascata sugli altri Comuni. Per il 5 dicembre è già convocato un consiglio straordinario sul futuro della Talete a Civita Castellana, mentre a Tarquinia, sempre su iniziativa del comitato, è già passata una delibera che impegna sindaco e consiglio a far pressione sulla Regione per l’individuazione del bacini idrografici e l'applicazione della legge 5''.

Paola Celletti del comitato ''Non ce la beviamo'' esulta per l’approvazione avvenuta nei giorni scorsi al Comune di Viterbo di un ordine del giorno che sull’acqua impegna sindaco e consiglieri comunali a portare avanti le posizioni che gli attivisti sostengono da sempre: no all’ingresso dei privati, sì alla trasformazione di Talete da società di diritto privato a società di diritto pubblico, applicazione della legge regionale che prevede la creazione dei bacini idrografici, per una gestione del servizio più vicina ai cittadini.

''Ma non ci fermiamo ai consigli comunali – aggiunge –. Stiamo lavorando su due piani, da una parte sollecitando la popolazione ad attivarsi sui temi dei beni comuni come l’acqua, impegno che ha portato finora alla raccolta di oltre dodicimila firme, e dall’altra sollecitando le istituzioni della nostra provincia. Tutto questo per far pressione sulla Regione. Le firme saranno consegnate al presidente Zingaretti al quale chiediamo l’applicazione della legge 5 che è il nostro scopo prioritario: smantellare l’Ato unico che è un Ato debole, fatto su criteri commerciali, e restituire alle comunità e ai paesi il proprio servizio idrico attraverso la determinazione di bacini idrografici che sono vicini al territorio. In ogni paese ci deve essere uno sportello che deve dare risposte ai cittadini come era una volta quando l’acqua veniva gestiva direttamente dal Comune. Non è possibile che i cittadini di Acquapendente o Montefiascone debbano arrivar fin a Viterbo perché nessuno risponde al telefono. O gli anziani, persone che non si possono neanche permettere di fare 40-50 chilometri. E’ una cosa assurda''.

Celletti è anche convinta che se un anno fa la discussione sulle tariffe fosse stata discussa in consiglio comunale invece che essere votata ''di nascosto in assemblea dei soci dal rappresentante del sindaco', non ci sarebbe stato neanche il contestato aumento delle bollette: ''Nessun partito si sarebbe assunto quella responsabilità in maniera pubblica''. ''Basta vedere – aggiunge - cosa è successo all’ultimo consiglio comunale, dove infatti sull’ingresso dei privati nessuno se l’è presa e l'ordine del giorno è stato approvato all'unanimità''.

Ma il comitato può fidarsi, di chi un anno fa avallò comunque la scelta di aumentare le tariffe o che sull’Ato la pensa in maniera completamente opposta? ''Non ci fidiamo di nessuno – risponde Celletti – né della maggioranza, né di una parte della minoranza. Non dimentichiamoci che all'epoca della giunta Michelini il Pd non ci consentì di svolgere il referendum per la ripublicizzazione dell’acqua per il quale avevamo raccolto più di tremila firme. Tutti stanno, o sono stati, dentro l’assemblea soci della Talete, e tutti hanno concorso a portare il servizio idrico a questi livelli. Ma adesso hanno messo la faccia su quello che hanno votato, c’è un atto amministrativo. Nel caso non dovessero rispettare gli impegni assunti saremo lì pronti a denunciarlo. L’importante era che si uscisse dalle sale delle assemblee dei soci, dove non si viene a sapere quello che viene deciso di volta in volta. Il passo in avani è stato fatto, ora questo si diffonda un poì in tutti i paesi''.

Celletti parla di un esempio di ''democrazia dal basso'': ''I consiglieri di opposizione che si sono fatti promotori di questa iniziativa, mi riferisco a Massimo Erbetti, o che l’hanno sostenuta, come Chiara Frontini, si sono adoperati in un lavoro collettivo che va al di là dell’interesse individualistico o di un partito. Si tratta di una esperienza che vorremmo ripetere in tutta la provincia. Colgo l’occasione, inoltre, per ringraziare tutto il coordinamento del comitato 'Non ce la beviamo', che sta stimolando le varie parti politiche per andare a incidere sulla ripresa dei beni comuni, sull’interesse collettivo dei beni comuni. Quello che abbiamo ottenuto a Viterbo è solo il primo risultato''.

C’è poi il capitolo relativo alle super bollette che la Talete sta inviando a molti utenti. L’argomento non è entrato nel documento finale votato dal consiglio comunale di Viterbo, ma Paola Celletti ne approfitta per fare una un appello: ''Che i sindaci si attivino con Talete per dare risposte ai cittadini e ricalcolare le bollette errate. Ci sono voci generiche come debti/accrediti che ammontano a cinquanta euro'', spiega l’attivista.






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