ANNO 8 n° 350
''Due chiese sorelle in Cristo''
Oggi la celebrazione della messa copta nella Cattedrale di Viterbo
19/09/2018 - 16:52

VITERBO - Una giornata storica quella che si è tenuta questa mattina (mercoledì 20 settembre) con la Celebrazione della Messa in rito orientale ortodosso presieduta dal Vescovo Barnaba Soriany capo della chiesa copta ortodossa d'Italia in visita a Viterbo con oltre 70 fedeli di Roma.

''È stato un momento altamente simbolico dove le due chiese sorelle in Cristo (Cattolica e Copto-Ortodossa) si sono ritrovate ancora una volta insieme per un momento di dialogo'' come ha sottolineato il Vescovo Lino Fumagalli durante i saluti di benvenuto.

E' stata la parola dialogo, infatti, al centro della giornata di oggi, ma anche delle altre iniziative promosse congiuntamente nei mesi scorsi, a partire dal primo pellegrinaggio in Egitto di giugno guidato dai Vescovi Fumagalli e Soriany alle mostre di icone copte e di Tutankamon promosse dalla SIB (Società Italiana di Beneficenza di Eugenio Benedetti) ancora in corso all’interno del Palazzo dei Papi di Viterbo.

''La Celebrazione di oggi - ha detto il Vescovo Fumagalli - ha voluto essere testimonianza viva di quella unità che è alla base della comunione cui tanto anelano le nostre chiese''.

Già lo scorso giugno durante il primo pellegrinaggio al Cairo della delegazione italiana guidato da Unitalsi che inaugurava il cammino della sacra Famiglia, il Vescovo Lino Fumagalli aveva avuto la gioia di poter celebrare per la prima volta nel monastero di Natrun nel deserto egiziano la Messa in rito cattolico. Un fatto storico mai prima avvenuto che ha trovato nella celebrazione di oggi in Cattedrale a Viterbo un felice coronamento.

Salutando i presenti, il Vescovo Fumagalli ha esortato ''a camminare ...ricercando insieme più quello che ci tiene uniti, cioè l’amore e la fede in Gesu’ Cristo. Divisi, non facciamo il bene spirituale dei nostri fedeli - ha concluso Fumagalli - siamo invece chiamati ad essere uniti per fare il bene spirituale e materiale della nostra gente''.






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