ANNO 9 n° 315
Divieto di panino, l'Università si chiama zona franca
Studenti allarmati per l'ordinanza anti bivacco. Arena a chi critica: ''Ogni mattina migliaia di bottiglie abbandonate''
20/10/2019 - 01:56

VITERBO - (sim.lup.) - ''Ai miei colleghi preoccupati per l'ordinanza anti bivacco firmata dal sindaco posso dire di stare tranquilli - afferma il rappresentante degli studenti universitari Emanuele Brodo -. Gli spazi che rientrano nei confini dell’ateneo, comprese panchine, giardini e scalinate, sono liberi e tutti possono continuare a mangiare dove vogliono. Ovviamente non durante le lezioni. L’unica cosa che ci si deve ricordare di fare sempre, è gettare nei cestini lattine e cartacce. Esiste un codice interno che prevede sanzioni per i casi di maleducazione, inciviltà e incuria. Ma fortunatamente questi episodi non si sono mai verificati''.

Da un paio di giorni, da quando cioè è entrata in vigore l’ordinanza che oltre a vietare di mangiare, sedersi e sdraiarsi sul suolo pubblico, proibisce anche di mangiare e bere occupando ''con alimenti, contenitori, sacchi e carte o altri oggetti'' i gradini degli edifici universitari, Brodo non fa altro che rispondere a messaggi di studenti allarmati. Tutti con la stessa domanda: i divieti voluti dal sindaco valgono anche a Santa Maria in Gradi e nelle altre sedi dell’ateneo sparse in città? ''No, non c’è alcun rischio di essere multati mentre si sta mangiando un panino o bevendo una bibita tra una lezione e l'altra'', ripete a tutti lui.

L’ordinanza firmata da Arena parla sì di spazi universitari, ma lo fa riferendosi a quelli che si trovano all'esterno, così come nel caso degli altri edifici scolastici. Ma ciò è bastato per creare confusione tra gli iscritti. ''Forse – dice Brodo – la decisione del sindaco poteva essere comunicata meglio da parte del Comune. Sia nei gruppi social degli studenti che nei commenti ai vari articoli apparsi sul web la confusione è tanta''.

Sull’ordinanza c’è stato già un confronto interno tra gli studenti e il rettore. Dice sempre Brodo: ''Prima di esprimere qualsiasi giudizio aspettiamo per capire meglio quali saranno i limiti della sua applicazione. Se si tratta come sembra di un richiamo a una maggiore attenzione nei confronti della città, ben venga. Per quanto però riguarda l’Università, vogliamo chiarire bene a tutti gli studenti che queste regole non trovano alcuna applicazione nelle strutture dell’Unitus, che certo è compresa all'interno della città, ma ha un ordinamento proprio''.

Volendo essere pignoli, anche nella parte in cui l’ordinanza tocca direttamente l’università, dove si parla di ''gradini esterni'', il perimetro di applicazione appare veramente ristretto. L’unico edificio che si trova nel cuore della città è il complesso di San Carlo, dove ha sede il Distu (Dipartimento di Studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici). ''Ma è più unico che raro vedere studenti fuori le pertinenze universitarie consumare un pasto o uno snack a terra'', conclude Brodo.

Intanto il sindaco, davanti alla sollevazione social che si registra in queste ore contro l’ordinanza smorza i toni spiegando che ''l’applicazione è delegata al buon senso delle forze dell’ordine''. Ma al tempo stesso ne rivendica l'esigenza: ''Dobbiamo salvaguardare la libertà di privati cittadini e di operatori commerciali che spesso hanno difficoltà di accedere ai loro ingressi, per non parlare delle migliaia di bottiglie che ogni mattina vengono raccolte nei punti più belli del nostro centro storico''.






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