ANNO 8 n° 343
Derby dei rigori, la spunta la Viterbese
Flaminia battuta al Rocchi 3 a 1 grazie alle reti di Cuffa, Giannone e Nohman
18/10/2015 - 16:59

VITERBESE – FLAMINIA 3-1

VITERBESE (4-3-3): Pini, Pandolfi, Scardala, Pomante, Fè, Nuvoli, Giannone (dal 24’s.t. De Sena), Cuffa, Neglia, Addessi (dal 21’ Dorigatti), Nohman (dal 36’s.t. Romeo). Allenatore: Nofri. A disposizione: Mastropietro, Perocchi, Dierna, Belcastro, Oggiano, Bernardo.

FLAMINIA (4-3-3): Sperduti, Ranucci, Salvatori (dal 38’s.t. Bonaventura), Scortichini, Perelli, Tartaglione, Manueli (dal 13’s.t. Laurato), Macrì, Vegnaduzzo, Gay, Cardillo. Allenatore: Vigna. A disposizione: Nasti, Ceccaroli, Viola, Giustarin,, De Fato, Massaini, Lodato.

Arbitro: Gualtieri da Asti (Yoshikawa e Barone).

Marcatori: 43’ Cuffa, 63’ Vegnaduzzo (rig.), 67’ Giannone (rig.),75’ Nohman (rig.)

Ammoniti: Fè, Nuvoli e Giannone per la Viterbese, Vegnaduzzo e Perelli per la Flaminia

Angoli: 5-8 per la Flaminia

Note: Seicento spettatori circa, giornata nuvolosa. Terreno di gioco in discrete condizioni.

VITERBO – Tre punti nel giorno dell’esordio al Rocchi per il nuovo allenatore gialloblu Nofri, con la Viterbese che supera 3-1 la Flaminia in un derby segnato da ben tre calci di rigore. Dopo un primo tempo abbastanza sottotono, chiuso in vantaggio grazie a un guizzo di Cuffa, i viterbesi hanno prima subito il pari dell’ex Vegnaduzzo, poi sono riusciti a imporsi grazie a Giannone e Nohman, entrambi a bersaglio dal dischetto. Un successo importante per smuovere la classifica e iniziare ad avvicinare la vetta, anche se il gioco non è ancora brillante: domenica prossima a Grosseto un banco di prova fondamentale per capire meglio il potenziale di questa squadra.

Condannato a vincere per risollevare il prima possibile una classifica che lascia ancora a desiderare, Nofri cambia poco rispetto alla formazione vista in campo a Nuoro otto giorni fa. Scardala e Pomante compongono la coppia difensiva a protezione di Pini, con Pandolfi e Fè schierati sulle fasce laterali. Nuvoli, Giannone e Cuffa, in crescita dopo le prime prestazioni opache, occupano la zona mediana del campo, con Nohman nel ruolo di centravanti e Addessi e Neglia a muoversi sulle corsie esterne. In panchina vanno il nuovo arrivato De Sena e Bernardo, reintegrato pienamente in rosa.

Tanti gli ex in campo in questo derby, con gli occhi del pubblico del Rocchi puntati soprattutto su Matias Vegnaduzzo, bomber mai dimenticato dalle parti di Viterbo e protagonista assoluto, due anni fa, della promozione in Serie D dopo il duello col Rieti. Con lui in attacco Vigna si affida a Cardillo, in gran spolvero nelle ultime uscite stagionali. In mediana c’è capitan Gay, altra vecchia conoscenza dei tifosi di fede gialloblu, assente Bricchetti causa squalifica.

Subito chiaro il copione tattico della sfida, con la Viterbese Castrense a cercare spazi in avanti e la Flaminia a difendersi senza però rinunciare a giocare, pronta a colpire soprattutto in ripartenza. I primi squilli sono proprio degli ex Vegnaduzzo e Gay, che ci provano da fuori senza fortuna, al 7’ la risposta dei padroni di casa con Neglia che imbecca Nohman, il cui colpo di testa è però centrale. Scardala prova il blitz nell’area avversaria su una punizione di Giannone, ma il suo sinistro al volo in mischia termina a lato della porta difesa da Sperduti.

Nofri perde subito Addessi per un problema muscolare, inserendo al suo posto Dorigatti. Dopo dieci minuti di gioco intensi, la gara cala di ritmo, con le squadre che faticano a trovare spazi. Gay e Macrì sono due leoni in mezzo al campo, pronti a lottare su ogni pallone per poi gettarsi subito in avanti. Vegnaduzzo si batte ma trova dalla sue parti uno Scardala in gran giornata, così come fatica Nohman sempre stretto nella morsa di Tartaglione e Scortichini. Gay si fa pericoloso di nuovo su punizione, calciando di poco alto sopra la traversa, quando il cronometro segna il minuto 43’ di un primo tempo senza grosse emozioni ecco a sorpresa la svolta.

Pandolfi si invola sulla destra e mette in mezzo un bel traversone, Nohman non ci arriva, la sfera sfila al centro dell’area piccola dove arriva Cuffa pronto al tuffo di testa vincente. Uno a zero proprio allo scadere, un parziale non proprio meritato per quanto visto in campo ma che restituisce di colpo coraggio a un pubblico del Rocchi preoccupato per la prestazione incolore dei propri beniamini.

In campo torna una Viterbese più determinata, che dopo nemmeno un minuto sfiora subito il raddoppio: Nuvoli serve Fè al limite dell’area, il sinistro del terzino gialloblu si stampa sul palo, poi Nohman insacca ma la bandiera dell’assistente annulla tutto per posizione irregolare del centravanti. La risposta della Flaminia arriva al 55’, ma il sinistro dal limite di Cardillo, servito da Vegnaduzzo, volta altissimo sopra la traversa.

La Viterbese sembra padrona del campo, ma paga carissimo un errore in fase difensiva: minuto 62’, Cardillo va via in dribbling a Pandolfi e si infila in area sull’out di destra, Giannone lo tocca da dietro e il signor Gualtieri da Asti indica senza esitazione il dischetto. Della trasformazione si incarica Vegnaduzzo, che segna e non esulta per rispetto del suo ex pubblico. Uno a uno e tutto da rifare per gli uomini di Nofri.

Pochi minuti e arriva un altro rigore, stavolta dall’altra parte: Fè si invola dopo uno scambio in velocità con Cuffa, Perelli lo trattiene e l’arbitro assegna di nuovo il penalty. Giannone imita Vegnaduzzo con un destro angolato e la Viterbese è di nuovo in vantaggio al 67’. Nofri mette mano alla formazione passando al 4-4-2, con De Sena che prende il posto proprio di Giannone.

Il derby è destinato a passare alla storia per il gran numero di penalty assegnati: minuto 75’, Pandolfi si incunea dopo una bella azione personale scontrandosi con Salvatori, Gualtieri ci pensa un attimo e per la terza volta indica il dischetto. Non c’è più Giannone, stavolta tocca a Nohman che di potenza infila il pallone sotto l’incrocio dei pali. 3-1 a un quarto d’ora dalla fine, con la Viterbese ora in totale controllo della sfida.

Un parziale sicuramente troppo pesante per i civitonico, che hanno saputo tenere bene il campo, e che premia però la verve offensiva di una Viterbese tornata dagli spogliatoi più convinta dopo un primo tempo abbastanza grigio. Finisce senza più emozioni, con la Flaminia generosa all’attacco senza però creare problemi all’attento Pini. Ora arriva la trasferta di Grosseto: vincere lì potrebbe segnare il punto di svolta della stagione.





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