ANNO 9 n° 237
Denis Illarionov, fanatico della rete o i primi passi da ''militante''?
Proseguono le indagini, il legale studia le carte e valuta il ricorso
17/03/2018 - 06:54

VITERBO - Denis Illarionov, il 24enne arrestato lunedì scorso, resta in carcere dopo la convalida dell’arresto da parte del gip, Savina Poli, ma la difesa sta valutando la possibilità di presentare ricorso contro la misura cautelare. Il giovane, 24enne di origine lettone, è accusato di fabbricazione e detenzione di materiale esplosivo. Non gli viene contestata invece l’accusa di terrorismo. Il legale, l’avvocato Luciano Laureti, tornerà ad incontrare il ragazzo nei prossimi giorni ma sta già studiando le carte per approntare la linea difensiva.

Le indagini, che hanno portato all’arresto del giovane, sono scattate dopo la segnalazione dell'FBI, avvenuta per alcuni frasi inneggianti all'attentato di New York dello scorso 31 ottobre , dove un uomo alla guida di un camion piombò su una pista ciclabile provocando 8 morti.

In casa la polizia (l’indagine è stata condotta dalla Digos e coordinata dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della Dcpp/Ucigos) ha diverso materiale per il confezionamento di ordigni artigianali, alcuni già pronti altri in fase di realizzazione. E poi i post sui social: ''Questo fa saltare in aria tutto'' sotto la foto degli esplosivi, oltre ai tanti commenti inneggianti al terrorismo, contro la religione cristiana e post blasfemi.

Quanto dei contenuti pubblicati sia frutto di una ideologia o di un superficiale fanatico uso della rete saranno le indagini a chiarirlo. Indagini che sono tutt’altro che chiuse.

Intanto sulla vicenda interviene l’ambasciatore della Lettonia in Italia Artis Bertulis: ''Abbiamo appreso dell’arresto dalla stampa, intanto mi complimento con le forze dell’ordine per il lavoro svolto. Adesso dobbiamo effettuare una serie di verifiche, perché le notizie sono ancora frammentarie. Stiamo parlando con le autorità, per vedere innanzitutto se davvero è un cittadino lettone''.

''Faremo un lavoro istituzionale per stabilire se è davvero lettone – dice ancora l’ambasciatore – anche perché, finora, nessuno ha chiesto aiuto all’Ambasciata e di solito se c’è un cittadino lettone detenuto l’avvocato si rivolge immediatamente all’Ambasciata''.

''Naturalmente – conclude l’ambasciatore siamo cittadini europei e dobbiamo fare il possibile per avere sicurezza sulle nostre strade. Finora non ci sono stati collegamenti tra la Lettonia e l’Isis''.

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