ANNO 8 n° 297
Debutto travagliato del consiglio all'insegna del caso Muroni
Per la presidenza del consiglio, eletto Stefano Evangelista della Lega. Vice Vittorio Galati (FdI)
17/07/2018 - 16:36

di Annamaria Lupi

VITERBO – Debutto di fuoco per il nuovo parlamentino comunale guidato dal sindaco Giovanni Arena. Appena la consigliera anziana Isabella Lotti, nel temporaneo ruolo di presidente del consiglio, annuncia il primo punto all'ordine del giorno (la convalida dei consiglieri eletti e surrogati) dai banchi della minoranza parte il fuoco di fila sul rischio di incompatibilità che interesserebbe il consigliere Paolo Muroni (clicca QUI per vedere tutte le foto).

Luisa Ciambella e Alvaro Ricci (Pd) aprono le danze rubando la scena a Chiara Frontini, la prima ad aver sollevato il caso subito dopo il ballottaggio che ha decretato la vittoria di Arena. La Ciambella chiede che si voti per appello nominale su ogni consigliere valutando caso per caso e al segretario Mario Raponi se ha fatto un'attenta valutazione in base alla legge Severino su eventuali problemi di eleggibilità e di incompatibilità di chi siede in consiglio, un battagliero Ricci rincara la dose chiedendosi se i nuovi arrivati siano stati messi nelle condizioni di poter votare su tali questioni non essendo stati messi a disposizione gli atti entro le 48 ore precedenti la seduta. Secondo la Frontini Muroni non sarebbe compatibile anche per non aver inserito nell'autocertificazione l'articolo 63, relativo alla non sussistenza di cause di non eleggibilità.

Il segretario comunale Mario Raponi precisa che “riguardo al fascicolo e in merito alla condizione di incompatibilità deve essere contestato e l'organo competente è il consiglio ma prima occorre espletare agli adempimenti di rito poi successivamente sarà il parlamentino a decidere”.

Il sindaco Arena, anche lui chiamato in causa dalla Frontini per un debito di 80mila per il caso Cev, specifica non solo “di aver acceso un mutuo ma anche di aver ritirato il motivo di contenzioso con l'assicurazione e, in subordine, quindi con l'ente”.

Dibattito serrato sulla convalida di Paolo Muroni che puntualizza di ''aver allegato all'autocertificazione una memoria sulla vicenda Cev'' e rimarca ''sentirò i miei avvocati poi nei prossimi 10 giorni provvederò o meno a saldare il debito''.

Dopo una prima sospensione, all'appello manca il numero legale, assenti in 19 su 32. In realtà su 30, i consiglieri di maggioranza Grancini e Insogna infatti sono fuori Viterbo.

Nuova sospensione. Al rientro c'è il numero legale grazie ai due consiglieri di minoranza Filippo Rossi (Viva Viterbo) e Massimo Erbetti (M5s), il resto dell'opposizione resta fuori dall'aula ma nel frattempo si sono allontanati dai lavori consiliari anche un paio di consiglieri di maggioranza.

Si va alle dichiarazioni di voto sulla convalida di Muroni. Nella maggioranza la Lega convalida ma con riserva, in attesa delle verifiche sulle cause di incompatibilità, unica voce fuori dal coro leghista Ombretta Perlorca che vota no. Delle forze di minoranza escono dall'aula per ''non legittimare questo voto'' il Pd, Viterbo dei cittadini (la lista di Serra) e Viterbo 2020 mentre Rossi si astiene e il pentastellato Erbetti vota contro.

La pratica Muroni al momento si chiude con 16 voti favorevoli, due contrari e un astenuto. Votazione che convalida Muroni e che apre contestualmente una contestazione sulle cause di incompatibilità. Ora il consigliere forzista con la procedura dei 10 giorni avrà il tempo di presentare le sue osservazioni e rimuovere le cause di incompatibilità, poi la pratica tornerà in aula e il consiglio avrà ulteriori 10 giorni per decidere su un'eventuale decadenza.

Risolta momentaneamente la vicenda Muroni, la convalida dei restanti consiglieri scorre veloce per alzata di mano.

Dopo il giuramento del sindaco, che indossa la fascia tricolore per l'occasione, si procede all'elezione del presidente del consiglio a scrutinio segreto. Dall'urna esce il seguente responso: Stefano Evangelista della Lega si aggiudica la presidenza con 17 preferenze, due voti vanno anche a Muroni, uno ciascuno a Santucci e Marini. In sette preferiscono lasciare la scheda in bianco e una nulla.

Vice presidente, come previsto, viene eletto Vittorio Galati (FdI).

La parola torna nuovamente ad Arena per presentare i suoi nove assessori e le rispettive deleghe, alcune delle quali hanno già subito dei piccoli aggiustamenti. Vedi Viabilità e mobilità transitate da Elpidio Micci (Fi) a Laura Allegrini (FdI) e il Contenzioso, restato in quota Fondazione, ma passato da Alessia Mancini a Paolo Barbieri.

Vengono poi nominati i capigruppo. Per la maggioranza: Giulio Marini (Fi), Paolo Bianchini (FdI), Ludovica Salcini (Lega) e Gianmaria Santucci (Fondazione). Per l'opposizione: Luisa Ciambella (Pd), Francesco Serra e Lina Delle Monache per le liste civiche dem, Massimo Erbetti (M5S) e per Viva Viterbo Filippo Rossi anche se quella odierna è stata la prima e ultima sua presenza in consiglio. Al suo posto arriverà Giacomo Barelli.

L'esordio, travagliato, del primo consiglio comunale targato Arena si conclude con l'intervento di Rossi che presenta la sua lettera di dimissioni e con l'annuncio di Chiara Frontini dell'intenzione di decurtare del 30% il gettone di presenza suo e degli altri tre componenti il suo gruppo.

Al termine il presidente Evangelista chiama a raccolta i capigruppo per stabilire le nuove date di convocazione dei prossimi consigli comunali.






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