ANNO 7 n° 352
Dalle stelle alle stalle:
chiusa l'era Bertotto
A breve la decisione della società riguardo il nuovo tecnico: da Atzori a Galderisi
10/10/2017 - 07:22

VITERBO - Per alcuni c'era da aspettarselo, per altri si poteva aspettare. Ma la decisione di Piero Camilli sembrava chiara sin da domenica pomeriggio, dal suo seggiolino. Mister Valerio Bertotto ha abbandonato lo stadio Rocchi a testa bassa e scuro in volto: un immagine che non ha lasciato particolare spazio alla fantasia. Un'altra sconfitta in casa, il presidente, non l'ha proprio accettata e dalla tribuna dello stadio era già chiara la sua scelta ormai nell'aria.

L'ex capitano dell'Udinese non sarà più l'allenatore della Viterbese. Un inizio esaltante fatto di vittorie e goal, tanti goal, ha lasciato spazio alla desolazione e la confusione. Vandeputte, la sorpresa belga delle prime partite, è rimasto in panchina e qualcuno ha cambiato ruolo. Quell'idea di gioco tanto decantata nelle prime conferenze ha ceduto il passo a errori e assenza di concretezza.

''Non è svanita la brillantezza e non capisco tutta questa preoccupazione'' affermava il mister dopo la sconfitta con il Monza e poco prima dell'annunciato esonero. Ma la sua visione ottimistica è stata smontata dalla realtà dei fatti: la spensieratezza delle prime giornate è stata sostituita dalla paura di sbagliare. ''Troppa ansia: non siamo mica ultimi in classifica'': le ultime parole del tecnico dalla sala stampa del Rocchi. Parole vere per chi si schiera dalla parte di chi avrebbe aspettato, ma troppa sufficienza per altri, invece, che vogliono cambiare rotta prima che sia troppo tardi: prima di perdere quel vertice della classifica che sta sfuggendo di mano. E i primi attriti, il primo nervosismo, si è verificato durante la partita con il Pro Piacenza quando, il mister, si girò per rispondere al pubblico che chiedeva la sostituzione di qualche giocare. 

E si apre il toto allenatore che dovrà essere piuttosto breve vista l'imminente gara in casa del Piacenza. In tanti acclamano il ritorno di Federico Onofri, ma per ora non circolano voci certe sul dopo Bertotto. Si va da Atzori a Galderisi passando per Foschi. Al mister il merito di aver saputo costruire una squadra fatta di giocatori del tutto nuovi che hanno giocato insieme, con lui, per la prima volta. E di averci sorpresi nell'inizio. Ma il demerito di non aver avuto la continuità sperata per non rendere l'inizio solo un'illusione.






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