ANNO 9 n° 168
Dalla guerra, al Curi: tutte le squadre
che hanno fatto epoca
La prima serie C nel 1945, l'ultima nel 1995: in mezzo, tante storie
30/04/2016 - 17:11

di Stefano Renzo

VITERBO – Questa appena coronata è la quarta scalata della Viterbese alla Serie C, al calcio professionistico. Una scalata fortemente voluta da Piero Camilli e dalla sua famiglia che in tre stagioni hanno ottenuto due promozioni intervallati da un secondo posto (alle spalle della Lupa Castelli). E promettono che la salita non finisce qui.

Nella sua storia quasi centenaria, la Viterbese in altre tre occasioni era quindi riuscita a fare il grande salto al di fuori del calcio dilettantistico. La prima volta che si parlò di Serie C è stato nell’immediato dopoguerra quando, al termine della stagione 1944-1945, dopo aver vinto il campionato regionale di Propaganda, i gialloblu vennero ammessi alla Serie C Centro Sud. Era però una C diversa da quella dell’era moderna, era un campionato in prevalenza regionale, di professionismo si parlava non nei termini attuali e, maggiormente, quel campionato vedeva la partecipazione di circa 200 squadre sull’intera Penisola. L’avventura durò tre stagioni, fino alla retrocessione nella Promozione Interregionale nella primavera del ’48.

Di promozione in C si riparla ventuno anni dopo, al termine del campionato 1969/70 vinto con tre punti di vantaggio sul Frosinone e sette su L’Aquila dopo una stagione tirata ed entusiasmante. Era la Viterbese del presidente Enrico Rocchi e dell’allenatore Renzo Merlin, la Viterbese degli undici gol di Pescosolido, dei nove di Staccioli e delle sette reti di Menegon, delle parate di Restani e di Leonardi; la Viterbese della indimenticabile coppia di terzini Ciccozzi e Campani, di Giordani, Rigantè e Gargenti, di Mattioli e del giovane Toscano, di Marini, Lorenzon e Carnaroli, di Gargenti, di Beccaccioli, tutti nomi legati ad una delle più belle pagine del calcio viterbese. Di quella promozione si ricorda ancora la festa, con la città impazzita, il corteo delle auto, il discorso del presidente Rocchi dal balcone della sede (in piazza della Rocca), la medaglia d’oro dell’Amministrazione comunale. In C la Viterbese rimane tre stagioni e torna in D al termine del campionato 1972-73.

La rincorsa riprende subito e viene portata a termine tutto sommato presto. Il purgatorio dura tre anni e la stagione 1975-76 è quella del nuovo trionfo. La Viterbese, imbattuta in casa, se lo aggiudica con 46 punti, quattro in più del Civitavecchia che aveva dominato la prima parte del campionato, e sei più del Rieti. Alla presidenza c’era Angelo Natali, imprenditore viterbese che dal calcio ha avuto molto meno di quello che ha dato, l’allenatore era Valentino Persenda che con una rosa alquanto ristretta (impiegati solo 18 giocatori) riuscì nell’impresa di riportare la Viterbese tra i professionisti. Compagine molto ben messa in difesa (21 gol subiti in 34 partite) e abbastanza prolifica in attacco (44 gol realizzati) era la Viterbese del portiere Cenci, dei difensori Fabri, Tarantelli, Vuerich, Testorio, Spano, degli attaccanti Scicolone, Solfanelli (25 gol loro due), dei centrocampisti Boi (7 gol), Cuccuini, Sala, Scapecchi (5 reti) e dei vari Lucchi, Poggi, Caporossi, Bicchierini, De Santis, Cecchelin. Solo un anno di C, questa volta, e nel giugno del ‘77 i gialloblu sono di nuovo in serie D.

Il digiuno dura 18 anni e la Viterbese (fallita nel 1981) che precipita anche in Promozione (1985) riesce a rivedere la C al termine della stagione 1994-95. I gialloblu (47 punti) si impongono sulla Ternana (45) e sulla Pontevecchio (42). Alla presidenza c’è Angelo Deodati (che si avvale della viterbesità di vari Ciambella, Mercanti, Santini, Ranucci), la guida tecnica è affidata inizialmente a Leonardo Acori che già alla seconda giornata verrà sostituito da Carmelo Bagnato. Il quale mette a posto l’organico con l’arrivo di Nardecchia, Fantini e Fornasier che completano un organico che era già di qualità grazie ai nomi, tra gli altri, di Genovese (portiere), Papa, Di Curzio, Barbaranelli, Madocci, bomber Cozzella (11 gol), Padella, Madocci, Ghezzi, Mattoni, Tamburro. La stagione comunque è agitata, Bagnato viene esonerato (per motivi personali) prima della fine del girone di andata (sostituito da Alberto Favilla) e viene richiamato dopo dieci giornate. Indimenticabile lo scontro diretto con la Ternana al Rocchi: stadio esaurito, gara tirata come poche altre, vantaggio gialloblu di Cozzella nel primo tempo, pareggio ternano di Borrello nella ripresa e la classifica non cambia con i gialloblu sopra di due punti. La stagione si decide sul campo della Pontevecchio che per l’occasione gioca sul terreno del Curi di Perugia. E’ un vero e proprio esodo del tifo gialloblu nel capoluogo umbro, la Viterbese sembra giocare in casa e vince per 2 a 1 (Padella e Madocci i realizzatori) e poi una lunga carovana di macchine piene di tifosi festanti sulla E45 fino a Viterbo.





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