ANNO 9 n° 342
Dal Comune un aiuto per quei malati gravi che devono curarsi fuori regione
Contributi per spese di vitto, alloggio, viaggi. Palazzo dei Priori e Asl al lavoro su un regolamento. L'iniziativa partita da Valter Rinaldo Merli (Lega)
06/08/2019 - 07:00

di Simone Lupino

VITERBO - Dal Comune una mano alle famiglie con persone affette da malattie gravi - casi particolari - che devono curarsi in strutture sanitarie fuori regione. Un piccolo contributo economico per affrontare ad esempio le spese di trasferta, il cui valore, oltre che pratico, è anche simbolico.

Si tratta di un progetto al quale sta lavorando lontano dai riflettori, ma con costanza, il consigliere comunale Valter Rinaldo Merli (Lega): ''L’obiettivo – spiega Merli – è creare un capitolo di spesa nel bilancio del Comune per contributi per la sanità sociale da erogare una tantum, o in maniera forfettaria. Al momento, per esempio, dalla Regione Lazio non sono previsti rimborsi spese per quei pazienti e le loro famiglie che sono costretti a spostarsi sul territorio nazionale, sostenendo spese elevate di vitto, alloggio e viaggi''.

Su queste basi è iniziato nelle settimane scorse un confronto tra Palazzo dei Priori e l’Azienda sanitaria locale, che vede coinvolti da una parte l’assessore ai Servizi sociali Antonella Sberna e lo stesso consigliere Merli, e dall'altra il direttore Daniela Donetti. A settembre dovrebbe essere già pronto un regolamento. Poi servirà il voto del consiglio comunale per il via libera. ''Sarebbe bello – dice l'esponente del Carroccio – se Viterbo diventasse il primo comune a fornire un servizio di questo genere e fosse da stimolo a tante altre amministrazioni ad agire nella stessa direzione. Sarebbe veramente un primato di cui andare fieri''.

Non si tratta – questo va chiarito - di una iniziativa per incentivare i malati a curarsi fuori provincia o fuori regione: ''A livello locale esistono realtà che danno una risposta importantissima alle esigenze del territorio'', ha sottolineato l’assessore ai Servizi Sociali Antonella Sberna. Ma di una di protocollo che scatterebbe in casi circoscritti, per pazienti affetti da particolari malattie rare o pazienti oncologici gravi che devono per forza rivolgersi a centri specializzati, qualora tali strutture non fossero presenti in ambito regionale. Una misura studiata per persone che oltre a dover combattere con la malattia si trovano in difficili condizioni economiche. Queste ultime, spesso, una conseguenza della prima.

''Al momento – conclude l’assessore Sberna – su questa materia esistono dei regolamenti regionali in Sardegna, Molise e Basilicata. Noi stiamo portando avanti un doppio percorso, a livello locale, che può fare da stimolo anche ad altre amministrazioni, e regionale, in modo che si arrivi a una misura generale, che poi ogni Comune può recepire''.






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