ANNO 8 n° 343
Da Viterbo una rivoluzionaria scoperta per l'archeologia e non solo
Il progetto ''magnifico e unico'' dello storico Alberto Pichardo approda all'ordine degli architetti di Roma davanti a oltre 400 professionisti
21/11/2018 - 05:05

di Irene Minella

VITERBO – Da Viterbo arrivano scoperte rivoluzionarie per l’archeologia e non solo. Nasce proprio nella città dei Papi un ''progetto magnifico e unico'' così come lo definisce il suo ideatore, lo storico e archeologo professor Alberto Pichardo Gallardo, da anni impegnato nel capoluogo della Tuscia prima come ricercatore universitario poi a servizio della curia diocesana, diventato famoso per essere alla ricerca della misteriosa tomba di Papa Alessandro IV. E la ''scoperta rivoluzionaria'' nasce proprio grazie a questi studi che hanno condotto Pichardo e la sua squadra ad analizzare cosa ci fosse sotto il pavimento del Duomo di Viterbo e di piazza San Lorenzo.

Come? Grazie alla geofisica: questa è la rivoluzione. Metodi di indagine del sottosuolo che trovano sempre più riconoscimenti importanti dato che possono essere utili anche in altre discipline, oltre all’archeologia. Domani, 22 novembre, infatti le tecniche di prospezione geofisica verranno presentate all’ordine nazionale degli architetti di Roma, davanti a oltre 400 professionisti del settore. A fare da esempio concreto, la cattedrale di Viterbo.

(Alberto Pichardo Gallardo)

''Nessuno per anni ci ha preso in considerazione – spiega Pichardo a Viterbonews24 -. Ora però, grazie a questo incontro che sigilla l’importanza dei nostri studi, mostreremo come le tecniche geofisiche sono così rivoluzionarie da essere utilizzate non solo nell’archeologia ma anche in altri campi come l’architettura e l’ingegneria. Illustreremo infatti come grazie alle prospezioni geofisiche abbiamo scoperto delle problematiche di stabilità dell’edificio del Duomo e, allo stesso tempo, abbiamo trovato il modo per risolverle e per consolidare l’intera struttura''.

''Le prospezioni geofisiche, delle quali ad oggi siamo in grado di mettere in campo ben 12 metodologie – precisa l’archeologo -, funzionano come una radiografia ma sul sottosuolo. Si indaga, attraverso delle onde elettromagnetiche, la tipologia delle rocce o di altro materiale presente nell’area monitorata. Quando si riscontra un'anomalia potrebbero esserci delle strutture antiche, dei cunicoli sotterranei, delle tombe e così via''.

Finalmente dunque i sacrifici e il lavoro di circa 10 anni stanno avendo soddisfazioni e riconoscimenti. Potrebbe infatti arrivare a breve, secondo indiscrezioni del professor Pichardo, anche un importante finanziamento da parte della Sovrintendenza per la realizzazione di un progetto al Duomo. Questi studi poi, oltre ad essere importanti per ricostruire la storia e l’archeologia del capoluogo della Tuscia, sono riusciti a mettere in risalto Viterbo a livello nazionale e internazionale attirando l’attenzione di testate giornalistiche come Sky, Rai, La7 e del giornale spagnolo El Mundo.







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